Centrale a biomasse mai fatta Maxi risarcimento di 4,7 milioni

30 Gennaio 2021

La Regione ha già versato le prime due rate a Sagitta immobiliare per l’impianto di Colonnella Cipolletti del M5S: «Vicenda inquietante, transazione approvata poco prima delle elezioni regionali»

COLONNELLA. Agli abruzzesi, la mancata realizzazione dell'impianto a biomasse della Sagitta immobiliare, a Colonnella, costerà 4,3 milioni di risarcimento, più 400 mila euro di spese legali. Il consigliere regionale del M5S, Marco Cipolletti, parla di «vicenda davvero inquietante da annoverare fra le pagine più brutte della storia della Regione Abruzzo».
Era luglio 2012 quando la Regione Abruzzo rilasciò alla Sagitta una autorizzazione unica per la realizzazione di sei impianti a biomasse nel territorio di Colonnella. Tale provvedimento venne impugnato dinanzi al Tar dallo stesso Comune. Poim nell’ottobre 2014, la Regione revocò l’autorizzazione precedentemente concessa e contro questa decisione la società Sagitta propose ricorso al Tar, il quale nel 2015 accolse il ricorso del Comune di Colonnella. La Sagitta impugnò la sentenza di primo grado al Consiglio di Stato, mentre la Regione rinunciò a costituirsi in giudizio, «consentendo alla Sagitta di veder riconosciute le proprie istanze dopo che la stessa Regione aveva incaricato della sua difesa l’avvocatura dello Stato che però lamentò di non essere stata in grado di procedere poiché l’ente non ebbe a fornirle la necessaria documentazione», ricostruisce la vicenda Cipolletti. «Forte di questa decisione la Sagitta richiese alla Regione un risarcimento multi-milionario e dopo una serie di interlocuzioni tra le parti, nel febbraio 2019 la giunta regionale accettò una transazione di 4,3 milioni di euro più 400 mila di spese legali. L'attuale giunta regionale ha recepito questo accordo e ha proceduto ad effettuare la variazione di bilancio per gli importi stabiliti da versare in tre rate».
«In un momento di forte crisi economica pesantemente aggravata dall'emergenza sanitaria, si perdono fondi preziosi a causa di intollerabili errori. Uno spreco di risorse pubbliche molto grave a danno dei cittadini abruzzesi che doveva essere evitato agendo correttamente», continua Cipolletti, poi ricordando come i giudici del Tar abbiano censurato la condotta della Regione: «Nella mia interpellanza in consiglio regionale ho ritenuto doveroso chiedere conto dell'intera vicenda. Hanno risposto di aver provveduto a versare le prime due rate e inviato la documentazione alla corte dei conti per le verifiche ma senza rispondere sul perché a pochi giorni dalle passate elezioni regionali e in regime di prorogatio, quindi in contrasto con lo statuto della Regione Abruzzo, sia stata presa una decisione che esula dall'ordinaria amministrazione e del perché l'attuale giunta abbia preferito dare seguito a questa decisione senza prima aver compiuto le dovute verifiche ancora in corso. Altro aspetto non chiaro è la ragione per la quale sia stata accettata la transazione nonostante il servizio competente della Regione abbia esplicitamente detto di non dar seguito alla proposta transattiva».
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