Centri storici e privati in ritardo: Legnini detta le priorità del 2022

Il commissario: «Ci sono risorse e strumenti, non più tollerabili omissioni, inadempienze e ritardi» Entro giugno le domande per le case senza progetto: «Altrimenti i proprietari perderanno gli aiuti»
TERAMO. Centri storici e edifici inagibili ancora senza progetti. La ricostruzione post-sisma nel 2022 spingerà su questi due fronti che scontano tutt’ora ritardi. A evidenziarlo è il commissario di governo Giovanni Legnini nel tracciare bilancio e prospettive della pianificazione seguita al terremoto del Centro Italia. La macchina amministrativa, superati gli ostacoli che l’hanno rallentata in passato, ha preso un ritmo accelerato e non va fermata. «Le condizioni ci sono tutte», avverte Legnini, «non sono più tollerabili omissioni, ritardi, indecisioni e piccoli opportunismi».
RISORSE SUFFICIENTI
Alla presenza dei rappresentati di associazioni e comitati civici il commissario fa il punto su quanto è stato fatto nel corso del 2021 e sugli scenari dell’immediato futuro. «Anche grazie alla conferma del Superbonus al 110% per quattro anni, c’è la piena possibilità di ricostruire case sicure e sostenibili dal punto di vista ambientale», sottolinea, «lo Stato ha fatto la sua parte, mettendo a disposizione 14 miliardi di euro, più 1,78 miliardi del fondo complementare del Pnrr da destinare allo sviluppo economico». L’appello del commissario, secondo cui per concludere la ricostruzione servono in tutto 26 miliardi, è dunque rivolto ai «livelli di governo locale», ma anche a tecnici e cittadini perché s’impegnino nel portare avanti i progetti. «Dove si può, si deve ricostruire», insiste Legnini che prende spunto dalle misure adottate nella Legge di bilancio in fase si approvazione in parlamento e dai dati dell’anno che sta per chiudersi.
L’ACCELERAZIONE
«Nel 2021 sono stati approvati quasi 5mila progetti e si sono chiusi più di 2mila cantieri, con la riconsegna di 5mila unità immobiliari», evidenzia, «dall’avvio della ricostruzione sono già rientrate in possesso delle loro abitazioi 15mila famiglie, ma il grosso del lavoro è ancora davanti a noi, perché dovremo ricostruire almeno altri 40mila edifici, oltre ai 20 mila per i quali sono già state presentate le domande». Su questo quindi va concentrata l’attenzione nei prossimi mesi.
LA RICOSTRUZIONE PRIVATA
Per gli immobili senza progetto il termine di presentazione delle richieste di contributo è spostato a fine 2022, ma ci saranno scadenze intermedie. «I beneficiari di contributi, se non hanno impedimenti oggettivi, dovranno inoltrare la domanda entro il 30 giugno, pena la sospensione degli stessi benefici», osserva il commissario, che però guarda anche alla ricostruzione pubblica.
LE ZONE ROSSE
Legnini definisce «motivo di preoccupazione» lo stato dei centri storici più colpiti dalle scosse e dove finora poco o nulla è stato fatto. «Abbiamo rimosso i principali ostacoli normativi e procedurali», spiega il commissario, «chiederemo ai sindaci di predisporre cronoprogrammi puntuali». Sulle opere pubbliche sono stati investiti 500 milioni, con un «significativo avanzamento» che Legnini avrebbe voluto più marcato. Oggi la cabina di coordinamento approverà le ultime ordinanze per il fondo complementare, con 700 milioni da destinare alle imprese, ma il commissario firmerà anche il provvedimento per la ricostruzione di altre 189 scuole nelle quattro regioni del cratere e l’adeguamento delle risorse per altri 80 edifici scolastici già finanziati. Sarà inoltre predisposto un nuovo prezziario adeguato all’aumento dei costi innescato al rincaro dei materiali per le imprese.
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