Centri territoriali Asl, si parte: a settembre apertura dei cantieri

Le tre strutture operative rientrano nel piano da 19 milioni che prevede anche le Case di comunità Investimento da 12 milioni con fondi Pnrr per le attrezzature. Di Giosia: «La nuova rete mi soddisfa»
TERAMO. Programmazione sanitaria, liste d’attesa e mobilità passiva: sono stati i temi al centro di un incontro tra i vertici della Asl di Teramo e i sindacati. Il direttore generale Maurizio Di Giosia, affiancato da quello amministrativo Franco Santarelli e da quello sanitario Maurizio Brucchi, ha illustrato la nuova rete ospedaliera dicendosi «ampiamente soddisfatto» in particolare per l’istituzione di una Terapia intensiva neonatale ma anche perché «la Neurochirurgia resta Unità operativa complessa e ci sono due primari di Anestesia, uno di Radiologia e uno di Radiologia interventistica».
Il direttore del dipartimento di Assistenza territoriale, Valerio Profeta, e quello dell’area distrettuale Adriatico, Giandomenico Pinto, hanno fatto il punto sul Pnrr e sui progetti in campo per oltre 19 milioni: la creazione dei due ospedali di comunità, di otto Case di comunità e tre Cot, cioè Centrali operative territoriali, i cui lavori verranno affidati già a settembre. Circa 12 milioni di fondi Pnrr andranno per l’ammodernamento delle attrezzature. La Asl è al lavoro anche per smaltire le liste d’attesa.
«Oltre alle misure adottate finora, che hanno portato già a recuperare il 95 per cento delle prestazioni non effettuate a causa della pandemia, stiamo sottoscrivendo degli accordi con i medici per acquistare, come Asl, prestazioni in libera professione. Inoltre ho chiesto alla Regione il nulla osta a utilizzare oltre alle strutture private convenzionate anche quelle autorizzate. Abbiamo poi acquistato un software per monitorare l’appropriatezza prescrittiva: decine di migliaia prestazioni all’anno vengono prescritte in maniera inappropriata», ha detto Di Giosia. Stando ai dati illustrati dal responsabile dell’Unità operativa Cup aziendale e monitoraggio liste di attesa, Gianni Di Giacomantonio, 30mila persone non si presentano all’appuntamento senza disdire, per cui verrà potenziato ulteriormente il servizio di recall. Sul fronte mobilità passiva «il 2022 ha fatto segnare una riduzione rispetto al pre-Covid. A questo si sommano dati confortanti anche per la mobilità attiva. Abbiamo un aumento di 600mila euro per la mobilità attiva intraregionale e di 560mila per la extraregionale», ha aggiunto Di Giosia.
Il direttore della Unità operativa controllo di gestione e del dipartimento Coordinamento staff di direzione Riccardo Baci ha illustrato alcuni dati sull’aumento della produzione che ha avuto effetti positivi sulla mobilità passiva extraregionale: ernie inguinali (+209), interventi su utero e annessi (+146), colecisti (+112), protesi d’anca (+165).
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