Centro di ricerca dell’ateneo da 32 milioni

Iniziativa con amministrazione, Asl e Parco Gran Sasso per formazione ambientale e agroalimentare
MONTORIO. Montorio è stata scelta come location del centro di ricerca in Hab-Innovation Hub Abruzzo promosso dall’università di Teramo e il cui progetto è stato ammesso alla seconda fase del bando del ministero per il Sud e la Coesione territoriale.
Un campus realizzabile in 36 mesi con un investimento di 32milioni di euro dietro al centro sportivo che rappresenterebbe un momento strategico e di espansione per amplificare le attuali competenze nella creazione di ecosistemi dell’innovazione nel Mezzogiorno. Il progetto, tra i nove selezionati per l’Abruzzo sui 171 passati alla seconda fase, se approvato definitivamente, consentirà la creazione di un edificio polivalente con spazi per le attività scientifiche, di salute, svago e benessere e che potrà dare ospitalità a 140 persone con 70 alloggi. In Hab accoglierà le attività di formazione e alta formazione della programmazione dell’università di Teramo rivolte al segmento agroalimentare e ambientale entro le declinazioni di valorizzazione turistica e territoriale con lauree magistrali, dottorati di ricerca, master, summer school.
Il soggetto proponente è l’ateneo teramano e i partner sono il Comune di Montorio, la Ausl 4 Teramo, l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, la Ruzzo Reti spa, l’Ente Parco nazionale Gran Sasso-Laga, Maggioli spa, Apkappa srl, Tinn srl, Gengis Gi srl , Engage spa. «Siamo onorati che l’università di Teramo abbia scelto il Comune di Montorio per un progetto ambizioso che consentirà di realizzare un ecosistema dell’innovazione valorizzando i settori dell’agrifood, biomedicale, sanitario e ambientale», spiega il sindaco Fabio Altitonante, «costituirà una svolta per il nostro territorio per creare posti di lavoro sulla filiera della ricerca scientifica connessa al mondo delle imprese. Abbiamo costituito un partenariato di rilievo nazionale con partner pubblici e tecnologici d’eccellenza con la possibilità di allargare le collaborazioni con multinazionali, università e centri di ricerca di altre regioni. Siamo stati ammessi alla seconda fase», conclude il sindaco, «la concorrenza è forte, ma siamo assolutamente competitivi».
Adele Di Feliciantonio

