Centro disabili Helios mai riaperto dopo il Covid

4 Agosto 2020

Colonnella, protestano i genitori dell’associazione “L’ape” per l’assenza di servizi «L’Unione dei Comuni ci ha abbandonati, temiamo che lo chiudano per sempre»

COLONNELLA. Troppo spesso dimenticati, i disabili e le loro famiglie devono lottare contro burocrazia e istituzioni che ritardano, dimenticano, si impantanano lasciando senza risposte e soluzioni chi è meno fortunato. E’ il caso dei 33 disabili del centro Helios di Colonnella, quindici dei quali avrebbero voluto che i servizi di assistenza diurni ripartissero in estate.
«Non si vedono tracce di accordi concreti per la riapertura del Centro Helios. Si pensa alle attività commerciali, alle scuole, a tutto, tranne ai soliti invisibili», è la denuncia forte e chiara rivolta all’Unione di Comuni Val Vibrata, dall’associazione “L’ape onlus”.
«Metà giugno sembrava una data possibile per reiniziare con la quotidianità di abitudini, di vita e di rapporti sociali per i disabili che frequentano il centro. Non solo per superare il forte stress emotivo legato alla clausura forzata, ma soprattutto per ricreare condizioni di vita “normali”. Famiglie abbandonate al loro destino e alla loro difficile gestione di tutti i giorni«, denuncia il presidente dell’associazione di genitori, Elio Freddi. Eppure il Dpcm aveva previsto che dal 4 maggio i centri semiresidenziali potessero ripartire. L’Unione di Comuni viene tirata in ballo. Alla base ci sarebbero le sole pastoie burocratiche ma anche un aumento del costo del trasporto per i disabili che di fatto starebbe ritardando la riattivazione del servizio. In aggiunta, denunciano i genitori, da parte dell’organismo intercomunale non è giunta risposta, né segnale verso l’invio di personale di assistenza al domicilio dei disabili. Insomma, Unione inesistente. «In questi mesi nessuno si è premurato di interessarsi a fare qualcosa: contributi, assistenza o che altro. Eppure i Comuni facenti parte dell’Unione dei Comuni contribuiscono mensilmente alle attività quindi sono ben consapevoli della realtà: dove sono questi soldi non utilizzati durante l’emergenza visto che il centro Helios doveva rimanere chiuso?», sono alcune domande che si pone l’associazione, «C’è l’intenzione di volerlo chiudere definitivamente visti i continui rimpalli siamo arrivati ad agosto», afferma Freddi, «e, oltre a non aver riaperto in questi mesi, sembra compromessa e incerta anche la riapertura a settembre. Durante il Covid non c’è stato interessamento da parte dell’Unione, quantomeno per capire quali fossero le difficoltà di noi famiglie. La cooperativa Polis si è messa a disposizione per riprendere tutte le attività non avendo, però, riscontri pratici da parte dell’Unione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA