Centro fieristico a Villa Pavone

2 Marzo 2017

È la proposta della commissione per la Fiera dell’agricoltura

TERAMO. Il centro fieristico potrebbe sorgere a Villa Pavone. È l'ipotesi emersa durante la commissione commercio riunita in Comune martedì per dare una nuova collocazione stabile alla Fiera dell'agricoltura. A suggerire questa soluzione è il consigliere Luca Corona (Pdl), secondo cui la zona tra lo stadio di Piano d'Accio e la prima uscita della Teramo-mare verso la città sarebbe ideale per la realizzazione del progetto a cui sarebbero interessati finanziatori privati. «Innanzitutto si tratta di un'area molto ampia e pianeggiante che potrebbe ospitare la struttura e i parcheggi», spiega il consigliere, «e proprio per la vicinanza alla superstrada risulterebbe facilmente accessibile tramite una rampa che risolverebbe anche il problema del guado sul Tordino per il transito dei mezzi della Team diretti alla sede di Carapollo». Quello spazio, inoltre, sarebbe sufficientemente vicino alla città da creare movimento verso il centro da parte di visitatori inizialmente diretti al polo fieristico e potrebbe essere dotata con poca fatica degli allacci alle reti di acqua, luce, gas e fogne. «I vantaggi sarebbero tanti», osserva Corona, «anche se si considera che l'area in questione nel piano regolatore è destinata a insediamenti industriali e dunque rischia di restare inutilizzata». La proposta di Corona spunta in piena polemica, sopita ma non azzerata, sul ritorno in città della Fiera dell'agricoltura. L'idea lanciata dal gruppo consiliare “Al centro per Teramo” e corredata dalle firme di 500 commercianti ha scatenato il putiferio nell'ultimo consiglio. All'assessore al commercio Roberto Canzio, ex esponente della lista civica che fa capo a Mauro Di Dalmazio, non sono andati giù i riferimenti all'assenza di confronto su questo e su altri temi relativi al rilancio del territorio comunale fatti negli ultimi giorni da Angelo Puglia e Guido Campana. «Per parlare con me non serve l'appuntamento, basta venire in ufficio», dice Canzio, «non mi sono mai sottratto al dialogo, ma nessuno aveva chiesto la convocazione della commissione per discutere della fiera o di altro». Canzio ricorda che l'organizzazione dell'evento è demandata a un comitato autonomo rispetto agli organi comunali. «Il fatto che poi in commissione tutti si siano detti favorevoli sulla realizzazione del centro fieristico», conclude, «significa che si capito che una manifestazione di quel tipo non può stare in centro: basta mettersi d'accordo».

Gennaro Della Monica

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