Centro ricerche, progetto quasi pronto

In estate saranno affidati i lavori finanziati con 8 milioni per realizzare nell’ex mensa laboratori e un incubatore di imprese
TERAMO. E’ il fase avanzata la progettazione esecutiva del centro di sperimentazione per nuove tecnologie agroalimentari a servizio della facoltà di bioscienze e tecnologie agro-alimentari e ambientali. Verosimilmente quest’estate, al massimo a settembre, l’università appalterà i lavori per l’innovativa struttura nell’ex mensa a Coste Sant’Agostino.
L’opera va di pari passo con il raddoppio della sede della facoltà di veterinaria a Piano d’Accio: per entrambe sono stati stanziati 18 milioni di fondi Masterplan.
In particolare nello stabile dell’ex mensa, ormai inutilizzata dal 2014, sorgeranno impianti pilota e un incubatore di start up oltre a un centro di medicina traslazionale, cioè un laboratorio in cui si interviene a livello cellulare eseguendo ricerche utili sia per l'uomo che per gli animali. Grosso modo i lavori per il centro costeranno sugli 8 milioni di euro. E dovranno essere terminati entro due anni.
Entrambe le strutture», spiega il rettore Dino Mastrocola, «sono strategiche per l’università. Lo steccone a Piano d’Accio darà nuovi importanti spazi a Veterinaria. Poi si recupereranno spazi per la didattica a Colleparco e, ovviamente, avremo strumenti in più per la didattica applicata e il trasferimento tecnologico. Basilari inoltre saranno i servizi che potremo fornire alle aziende, realizzando la terza missione».
Gli impianti pilota saranno in sostanza macchinari che in misura più piccola riproducono quelli che ci sono nelle aziende: con questi l’università potrà testare i prodotti e inventarne di nuovi. Invece gli impianti del centro di sperimentazione saranno più piccoli e anche versatili, ad esempio vi si potrà fare il trattamento termico dei liquidi o il trattamento della carne, cercando di coprire tutte le esigenze di sperimentazione. In sostanza nel centro di Coste Sant’Agostino si uniranno la ricerca, la didattica – gli studenti potranno fare tirocinio – e il servizio al territorio. Grazie alla gestione dell'università le aziende potranno ottenere con facilità il trasferimento di una scoperta scientifica alla produzione, aspetto molto importante per l'industria alimentare, campo in cui la ricerca sta facendo passi da gigante.
Di spazio a disposizione, d’altronde, ce n'è a sufficienza: più di duemila metri quadri. L'ex mensa ha due piani in cui saranno sistemati i laboratori. Ha necessità di interventi di sanificazione, impermeabilizzazione e messa a norma. Accanto poi c’è un rustico – che avrebbe dovuto essere la casa dello studente – che va ultimato e ospiterà uffici e anche l’incubatore .
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