Centro vaccinale nell’università D’Alberto: pronte le alternative

Il sindaco mette a disposizione dell’azienda sanitaria la sala Ipogeo e i palazzetti dello sport «Se l’hub dovrà essere smantellato per la ripresa delle lezioni, il Comune farà la sua parte»
TERAMO. «L'hub vaccinale dell'Università si è dimostrato presidio fondamentale, funzionale e strategico. Se dovrà essere smantellato, il Comune farà la sua parte come dimostrato già nella prima fase dell'emergenza. Valuteremo spazi adeguati per garantire la prosecuzione della campagna vaccinale che, a questo punto, deve essere ulteriormente spinta. Le nostre strutture sono a disposizione». Così il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto commenta la possibilità di chiusura, per scadenza della convenzione al 30 settembre, del centro allestito negli spazi dell'UniTe.
L'ateneo, in prima linea nella lotta al Covid in termini di disponibilità e agevolazione della campagna vaccinale, ha in calendario la ripresa delle attività didattiche in presenza dopo mesi di didattica a distanza. Una situazione che non è conciliabile con il mantenimento dell'hub. La questione nei prossimi giorni sarà oggetto di un confronto fra i vertici della Asl e il rettore Dino Mastrocola per capire come gestire le disposizioni governative che suggeriscono il mantenimento dei centri vaccinali a supporto di farmacie e studi medici. L'azienda sanitaria dovrà cercare valide alternative logistiche e il sindaco di Teramo si dice pronto a riaprire quegli spazi già utilizzati nell'avvio della campagna di vaccinazione pur tuttavia riconoscendo l'assoluta funzionalità dell'hub di Colleparco: «L'Ipogeo, i palazzetti dello sport e ogni luogo idoneo saranno messi a disposizione dal Comune, così come siamo pronti a individuare anche altri sedi. È pacifico che la scelta dell'università è stata e resta la soluzione migliore. Va tuttavia considerata anche la necessità e l'importanza della ripresa delle attività in presenza per gli studenti. In ogni caso il Comune c'è perché ora non si può abbassare la guardia sul Covid», aggiunge D'Alberto, che torna a lanciare un forte appello ai cittadini che ancora non si sono vaccinati o che non hanno completato l'iter.
I numeri dei contagi e dei ricoveri, sostiene il sindaco, non fanno star tranquilli. Teramo città conta 83 positivi e due ricoverati; il 50% dei sorvegliati ha fra i 10 e i 30 anni. È chiaro che la fascia più giovane è quella a più elevato rischio contagio ma per D'Alberto il richiamo al senso di responsabilità va fatto anche e soprattutto a tutti quelli che, al di là dell'età, operano nella scuola e nella sanità: «Non è tollerabile che ci siano ancore moltissime persone che lavorano nella scuola o nelle strutture sanitarie non vaccinate: occorre responsabilità. La riapertura delle scuole, in modo particolare, deve essere sicura e solo il vaccino può contribuire al ritorno alla normalità», incalza D'Alberto, che invita a mantenere alta la guardia anche sul fronte del rispetto delle regole anticontagio. Sollecita comportamenti prudenti perché «guardando i dati emerge che il virus circola con una certa velocità e le località della costa risultano più colpite di Teramo. Questo ci deve spingere a non sottovalutare la situazione e spingere sui vaccini».
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