Centro vaccinale nell’università Rischio proroga dopo settembre

19 Agosto 2021

Secondo disposizioni nazionali potrebbe restare aperto, ma devono riprendere le lezioni in presenza Il direttore generale della Asl Di Giosia: «Ne parleremo con il rettore, pronti a valutare sedi alternative

TERAMO. Rischia di diventare un caso il futuro del centro vaccinale di Teramo. Solo un mese fa il suo destino sembrava segnato: la Asl e l’Università confermavano l’intenzione di rispettare la scadenza della convenzione prevista per il 30 settembre, quando il polo Gabriele D’Annunzio del campus di Colleparco è previsto che torni a ospitare gli studenti dell’ateneo nella tanto attesa ripresa delle lezioni in presenza. Un nuovo indirizzo nazionale nella campagna di vaccinazione, invece, potrebbe cambiare le carte in tavola, chiedendo il mantenimento degli hub anche nella prossima fase e costringendo Asl e Università a correre ai ripari.
Conferma il problema il direttore generale della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia: «Le indicazioni che vengono dal commissario, il generale Francesco Paolo Figliuolo, parlano del mantenimento nei prossimi mesi dei centri vaccinali a supporto di ambulatori medici e farmacie nelle somministrazioni del siero anti-Covid alla popolazione». In altre parole: la Asl potrebbe trovarsi costretta a mantenere i suoi tre hub sul territorio provinciale, a partire da quello più grande e più importante nel campus universitario di Teramo, nelle aule che in tempo di pace ospitano gli studenti delle facoltà di Scienze della comunicazione e di Scienze politiche.
La questione è scomoda per entrambe le istituzioni teramane. Da una parte per l’Università, a causa dell’imminente ripresa delle lezioni in presenza, tanto attesa dopo mesi di didattica a distanza con i suoi disagi. Il tema è delicato visti anche i malumori espressi nei mesi scorsi da una parte di studenti e docenti per la firma della convenzione con la Asl, suggellata dall’arrivo del ministero della Salute Roberto Speranza all’inaugurazione dell’hub teramano, che ha di fatto sottratto spazi per la didattica.
Ma la questione è scomoda anche per la stessa Asl, che si dice pronta a lavorare per evitare di mettere in difficoltà l’ateneo, accollandosi l’onere di fare i bagagli e traslocare l’hub vaccinale per trasferirlo altrove, in poche settimane. Aggiunge infatti Di Giosia: «Nei prossimi giorni, dopo le ferie, parleremo con il rettore Dino Mastrocola per definire il da farsi. È chiaro che, nell’eventualità che l’Università abbia necessità di riprendere indietro quelle aule per le lezioni, noi dovremo valutare di trovare sedi alternative per trasferire il centro vaccinale di Teramo. Ci stiamo già lavorando».
Si attende quindi innanzitutto l’eventuale conferma sull’indirizzo nazionale per gli hub vaccinali. Nel frattempo si deve valutare se la Asl di Teramo abbia davvero la possibilità di trovare un luogo in grado di garantire la stessa operatività del polo D’Annunzio del campus universitario.
Il centro vaccinale di Teramo, in cui lavorano ogni giorno decine tra medici, infermieri, volontari e non solo, è infatti in grado di somministrare fino a 3.600 dosi al giorno, senza particolari disagi e file per i cittadini. Sono oltre 110mila, invece, le vaccinazioni effettuate complessivamente dalla sua apertura, avvenuta a fine aprile.
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