Centrosinistra, corsa in ordine sparso

6 Aprile 2018

Al tavolo politico niente accordo tra i candidati D’Alberto e Cavallari. Divergenze sulle primarie. Nel Pd spunta Fieni

TERAMO. La sintesi non s’è fatta, per cui di un accordo non si parla nemmeno. Il tavolo del centrosinistra, riunito nel tardo pomeriggio di ieri nell’ufficio politico del commissario dell’Unione comunale del Pd Sandro Mariani, non ha spostato di una virgola le posizioni delle componenti dell’ipotetica alleanza. All’invito dei Dem hanno risposto i due candidati sindaco di area civica, Gianguido D’Alberto e Giovanni Cavallari, fuoriusciti dal partito in tempi diversi, ma nessuno ha compiuto il passo che avrebbe ricomposto il frastagliato panorama del centrosinistra cittadino. La riunione è finita, quindi, com’era iniziata.
Cavallari ha ribadito la propria disponibilità alle primarie, chiarendo che in caso contrario non ritirerà la propria candidatura. D’Alberto, altrettanto convinto di andare fino in fondo, ha ripetuto che per lui la consultazione preventiva della base non sarebbe utile considerati tempi stretti della campagna elettorale e il perimetro della coalizione tutt’altro che definito. Su questa linea si è ritrovato anche Stefano Alessiani, referente locale di Articolo1-Mdp, secondo cui la scelta della candidatura dev’essere politica. Lui è tra i membri del comitato che sostiene D’Alberto, ma nella riunione di ieri non si è soffermato su questo aspetto. La disponibilità a un’intesa, anche su un terzo nome fuori dalle posizioni consolidate, è stata espressa da Stefano Ciccantelli, segretario provinciale di Sinistra Italiana, e da Giorgio Giannella di “Progetto Comune”, ma non ha sortito alcun effetto. Rilevata l’indisponibilità a una convergenza tra i candidati, la troika del Pd che oltre a Mariani era composta dal segretario provinciale Gabriele Minosse e dal presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, indicato come esploratore Dem nella giungla del centrosinistra, non ha escluso l’opzione di puntare su una propria candidatura.
La delegazione ha annunciato che avrebbe riferito l’esito dell’incontro alla direzione provinciale del partito, convocata per la serata ieri, avviando anche la consultazione dei circoli. Se il partito affronterà in solitaria la sfida elettorale o passerà per le primarie con Cavallari, potrebbe spendere la candidatura di Moreno Fieni che attualmente è alla guida del Bim, il consorzio in cui sono riuniti vari comuni dell’area interna. Sarebbe lui il giovane emergente su cui far leva per costruire il futuro. Non si esclude neppure un ritorno di fiamma su Di Sabatino, figura più istituzionale, benché lui abbia rinunciato a un’investitura non condivisa dagli alleati. Nessuna apertura è arrivata anche dall’ala più centrista. Sia “Civiva popolaredi Paolo Tancredi che “Abruzzo civico” di Siriano Cordini hanno declinato l’invito a sedersi al tavolo del Pd e restano alla finestra in attesa di sviluppi. Il gruppo che fa capo all’ex deputato Giulio Sottanelli, tra l’altro, dopo una serie di screzi con il Pd risalenti ai mesi scorsi ha avviato un percorso con il centrodestra che al momento non è rimesso in discussione. La riunione di ieri, insomma, non ha portato sviluppi positivi, ma come capita spesso in casa Dem ha suscitato malumori. Sia perché l’incontro non si è tenuto nella sede del partito, sia per l’assenza di un rappresentante teramano del partito rilevata con disappunto da Flavio Bartolini, ex capogruppo in Comune.
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