Ceramica, Castelli punta al bando da 20 milioni

23 Febbraio 2022

TERAMO. Castelli avanza con forza e creatività la sua candidatura al bando Borghi Linea A, della Regione Abruzzo, che mette in palio fino a 20 milioni per la rigenerazione culturale, sociale ed...

TERAMO. Castelli avanza con forza e creatività la sua candidatura al bando Borghi Linea A, della Regione Abruzzo, che mette in palio fino a 20 milioni per la rigenerazione culturale, sociale ed economica di un borgo a rischio abbandono. “Castelli Borgo internazionale della ceramica. Un paesaggio culturale da salvare e da vivere” è il progetto messo a punto dai tecnici del Consorzio Punto Europa (Cope), presieduto da Filippo Lucci, e di Unico Gran Sasso, la rete di 22 Comuni del cratere guidata dal sindaco di Crognaleto Giuseppe D’Alonzo, e che sarà presentato venerdì alla Regione come l’ideale progetto pilota dell’intero territorio abruzzese.
Intanto ieri la candidatura di Castelli, l’unica del Teramano, che dovrà vedersela con altre agguerrite proposte provenienti dalle altre tre realtà provinciali, è stata illustrata alla stampa in un’affollata conferenza ospitata dalla Provincia di Teramo, che guida la squadra di enti sostenitori del progetto, presenti all’incontro coi massimi rappresentanti: Parco Gran Sasso e Monti della Laga, università di Teramo, università di Camerino, Camera di commercio Gran Sasso, Italia Nostra, Europe Direct, Anci Abruzzo, Diocesi Teramo-Atri. Tutto è nato quando il ministero della Cultura, nell’ambito degli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ha incaricato le Regioni di selezionare ognuna nel proprio territorio un borgo a rischio spopolamento e abbandono su cui investire per il rilancio culturale, sociale, economico. La Linea A è dedicata a 21 progetti pilota, con una dotazione finanziaria di 420 milioni.
Castelli, nel club dei Borghi più belli d’Italia per la millenaria tradizione ceramica nota nel mondo e la spettacolare posizione in un paradiso naturalistico, ha sofferto un progressivo spopolamento da fine Ottocento in poi, passando da tremila abitanti ai 990 residenti del 2020, fenomeno aggravato dai terremoti del 2009 e 2016-17. Per salvare l’incantevole paese alle falde del monte Camicia e rimetterlo in moto verso il futuro l’amministrazione comunale ha lanciato sul proprio sito la richiesta di manifestazione di interesse a partecipare al progetto “Castelli Borgo internazionale della ceramica”. Come ricordato dal sindaco castellano Rinaldo Seca nell’incontro di ieri, sono arrivati al Comune oltre 80 progetti di soggetti pubblici e privati, imprenditori, associazioni, realtà locali e aziende di rilievo nazionale. Ne scaturisce una grande operazione di partneriato pubblico/privato orientata al rilancio e sviluppo di Castelli, i cui elementi base sono: rigenerazione e rifunzionalizzazione di edifici storici, collaborazione tra artisti e artigiani castellani e designer internazionali, riattivazione di percorsi naturalistici, digitalizzazione e virtualizzazione di opere e luoghi del patrimonio storico e artistico, attivazione di servizi innovativi per migliorare la qualità della vita, potenziamento dell’attrattività turistica.
Anna Fusaro
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