Ceramiche storiche vendute online 34 frammenti recuperati dall’Arma

18 Novembre 2023

I pezzi sono risalenti a un periodo compreso tra il 1600 e il 1800, denunciato il venditore del sito Tutto il materiale riconsegnato all’amministrazione comunale per essere sistemato nel museo

TERAMO. Non è la prima volta, e sicuramente non sarà l’ultima: ennesima dimostrazione di come il commercio illegale delle opere d’arte da tempo ormai corra online.
Il nuovo caso scoperto dal nucleo carabinieri per la tutela del patrimonio culturale dell’Aquila riguarda 34 frammenti di ceramiche storiche di Castelli venduti su un sito di-ecommerce: le ricerche hanno accertato che si tratta di frammenti di ceramica decorata risalenti a un periodo compreso tra il 1600 e il 1800. L’esame eseguito dagli esperti della Soprintendenza di archeologia e belle arti ha stabilito l’autenticità dei frammenti che quindi sono considerati a tutti gli effetti beni culturali ai sensi dell’articolo 10 del Codice dei beni culturali e del paesaggio e quindi tutelati.
I pezzi erano stati messi in vendita su un sito online del Piemonte e acquistati da un teramano: la posizione dell’acquirente è stata archiviata perché l’autorità giudiziaria ha ritenuto sussistente la buona fede (ovvero il non sapere di cosa si trattasse), mentre per il venditore l’accusa di ricettazione resta in piedi. Le indagini dei carabinieri sono state portate avanti su delega di due Procure: quella di Torino e quella di Teramo. La vendita, infatti, è avvenuta in Piemonte, mentre i frammenti sono stati recuperati e sequestrati in un’abitazione del Teramano. Le indagini portate avanti dai carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, con l’intervento dei tecnici della Soprintendenza, hanno permesso di stabilire che quei frammenti, di diverse dimensioni e ornamenti artistici, siano stati rinvenuti a seguito di scavi effettuati sul territorio locale, in prossimità di antiche fornaci, ritenuti di interesse archeologico e, secondo il codice dei beni culturali, appartenenti allo Stato. Il materiale è stato riconsegnato all’amministrazione comunale di Castelli per essere sistemato nel locale museo.(d.p.)
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