Ceramisti in crisi, parte un disperato appello al Governo

23 Aprile 2021

CASTELLI. Gran parte dei ceramisti di Castelli hanno aderito all’appello nazionale per salvare il comparto dell’antica tradizione ceramica, entrato in crisi a causa dell’emergenza sanitaria. Si...

CASTELLI. Gran parte dei ceramisti di Castelli hanno aderito all’appello nazionale per salvare il comparto dell’antica tradizione ceramica, entrato in crisi a causa dell’emergenza sanitaria.
Si tratta di un manifesto portato all’attenzione del Governo firmato dai maestri artigiani titolari di attività storiche di una ventina delle più note città della ceramica italiana, tra cui, appunto, Castelli. È un grido di dolore e allarme che rivendica l'indicazione della rotta per sostenere concretamente la capacità di resilienza dell’artigianato artistico. Sono già stati stanziati due milioni di euro nel decreto rilancio, ma i ceramisti reclamano azioni concrete e durature.
«Il nostro manifesto vuole essere forse l’ultimo accorato appello per restituire dignità, forza e coraggio al nostro comparto», hanno scritto, «un mondo produttivo unico per il suo straordinario valore culturale e che oggi è a rischio concreto di estinzione».
Continuano i ceramisti nell’appello: «Per questo chiediamo al Governo di riconoscere le botteghe e le imprese artigiane come aziende di interesse nazionale ad alta specializzazione nella filiera del Made in Italy e l’alta formazione professionale dell’apprendistato integrato, di istituire le “Vie della ceramica italiana”, di semplificare la normativa vigente, di intervenire sulla fiscalizzazione del personale dipendente per i prossimi tre anni e agevolare la costituzione di una cabina di regia nazionale per rendere unitarie le iniziative a nostra difesa. Non chiediamo “ristori”, ma dignitosa attenzione a un comparto unico nel mondo e vanto secolare prima che sia troppo tardi».
Adele Di Feliciantonio
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