Cerqueto in piazza: no al piano della struttura per emergenze

30 Gennaio 2022

Il Comune vuole costruirla nell’ex campo sportivo, ma opposizione e cittadini bocciano la decisione: «È lontana dal centro e non sarà polivalente». Il sindaco: «Area adeguata, l’ha scelta chi ora contesta»

FANO ADRIANO. I residenti di Cerqueto dicono no alla struttura emergenziale per il terremoto nel vecchio campo sportivo fuori dal paese. E hanno organizzato una protesta sul posto con cartelloni e alla presenza dei consiglieri di minoranza Angelo Mastrodascio, Federica Scardelletti e Marco Pisciaroli ribadendo la volontà della realizzazione dell’edificio nel centro del borgo.
«Il Comune di Fano Adriano dopo il terremoto 2009 decise di non costruire i moduli abitativi provvisori, ma due strutture emergenziali con ruolo polivalente nei periodi di normalità: una a Fano e l’altra a Cerqueto», spiegano. «A Fano è stata recuperata una scuola in centro storico, Cerqueto ancora oggi né è priva. Durante l’amministrazione Moriconi portammo avanti una “battaglia” ottenendo l’individuazione del sito in un’area al centro del paese», proseguono i consiglieri, «ma questa amministrazione ha deciso, contro la nostra volontà, di realizzarla al centro del vecchio campo sportivo, nemmeno bella da vedersi, che dista un chilometro dal borgo, per spendere meno risorse. Uno sperpero di denaro pubblico, perché sarebbe utilizzata solo in caso di terremoto e destinata all’abbandono». Il campo sportivo è utilizzato dai cerquetani nelle feste, per il presepe vivente, come atterraggio di emergenza degli elicotteri e non vogliono privarsene. «Abbiamo presentato una petizione, varie mozioni e siamo stati dal commissario per la ricostruzione Giovanni Legnini, ma la decisione resta unilaterale», concludono. «Vorremo sapere, inoltre, come l’Ente Parco abbia dato parere positivo a questo scempio». Secca la replica del sindaco Luigi Servi che attribuisce ai motivi di sicurezza la scelta del campo sportivo. «La precedente amministrazione, di cui Mastrodascio è stato vice sindaco nel 2018, con diverse delibere di giunta aveva individuato nell’area contestata il punto dove costruire la struttura», osserva. «Avevano chiesto alla Curia la disponibilità di vendita e avevano affidato uno studio di fattibiltà per un costo ipotetico di 120mila euro. Nel maggio del 2019 viene eletta la nostra lista e nel 2020 riusciamo a intercettare 200mila euro che abbiamo indirizzato verso questo progetto con inizio lavori entro 12 mesi. Le due aree al centro del paese sono state scartate, una peraltro con oltre 30 proprietari di cui tanti all’estero e non rintracciabili. La scelta di tornare all’area a circa 100 metri dall’abitato, oggi contestata e scelta da loro, nasce dal fatto che è una struttura emergenziale e come tale deve essere posta non al centro del paese, ma in punto esterno, dove è più facile in caso di calamità convogliare e mettere in sicurezza gli abitanti. Rispettiamo la libera protesta, ma non permettiamo strumentalizzazioni ».