Cerrano Trade, ora spuntano i debiti

19 Novembre 2015

Buco da 100mila euro nella società del Parco marino affidata adesso a Emma Ioppi

PINETO. Il nuovo Cda del parco marino del Cerrano si scaglia contro l’ex commissario Benigno D’Orazio accusandolo di aver lasciato le casse della società commerciale “Cerrano Trade” a secco. Lo ha fatto in una conferenza stampa a Villa Filiani in cui erano presenti il nuovo presidente dell’Amp Leone Cantarini, la nuova amministratrice della “Cerrano Trade” Emma Ioppi e il sindaco di Silvi Francesco Comignani.

I toni sono stati molto accesi appena si è cominciato ad illustrare la situazione economica della società collegata al Parco. «La situazione finanziaria», ha detto Cantarini, «non è quella che ci aveva prospettato D’Orazio durante l’ultimo Cda di metà ottobre. In realtà il bilancio presenta delle perdite. Ci sono delle revoche di finanziamenti regionali in corso. Parlando di numeri: oltre 100mila euro sono rischio e, se si incastreranno negativamente altre voci il passivo potrebbe essere ancora più elevato». Cantarini puntualizza inoltre che «Abruzzo Sviluppo ha emesso un decreto di revoca dei fondi erogati e chiederà i soldi indietro concessi alla società consortile “Terre del Cerrano srl” che tramite un contratto di rete denominato “Blue Data” ha ottenuto un importo di 200mila euro. La Cerrano Trade si è dimostrata essere una polpetta avvelenata, ora stiamo cercando di programmare la gestione della prossima stagione estiva mettendo in sicurezza l’aspetto economico. Di certo dobbiamo guardare avanti costruttivamente e non possiamo correre dietro i ricorsi». L’amministratrice Ioppi affiancata dall’avvocato Pietro Palozzo ( consigliere del Cda) ha detto: «Siamo solo nella fase iniziale di verifica dei conti della società commerciale del parco, i documenti acquisiti non sono ancora definitivi. Tra le possibilità c’è anche quella di chiudere la società economica». Durissima con D’Orazio l’altra componente del Cda Nerina Alonzo: «D’Orazio sta dimostrando che a lui dell’Amp non importava nulla, gli interessava solo depredarla». Intanto l’ex commissario D’Orazio è in attesa della pronuncia del Tar (fissata per il 16 dicembre) che deciderà sulla richiesta di sospensiva del nuovo Cda.

Domenico Forcella

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