Certificati facili, patteggia addetto Asl
Venti mesi all’uomo accusato di peculato per aver incassato i soldi dei partecipanti ai corsi di manipolazione del cibo
TERAMO. Si chiude con un patteggiamento l’inchiesta aperta dalla procura teramana su presunti certificati “facili” rilasciati al termine di corsi della Asl destinati a titolari e dipendenti di bar, ristoranti, esercizi ed imprese commerciali che entrano in contatto con cibi e bevande. Vincenzo Malorni, 65 anni, di Giulianova, all’epoca dei fatti dipendente dell’Asl, ha patteggiato un anno ed otto mesi per peculato e falsità ideologica davanti al gup Domenico Canosa. Secondo l’accusa della procura l’uomo, assistito dall’avvocato Nello Di Sabatino, si sarebbe appropriato delle somme, più di quattromila euro, che in 161 gli avrebbero consegnato per i corsi di formazione. Si legge nel capo d’imputazione firmato dal pm Stefano Giovagnoni : «in qualità di pubblico ufficiale/incaricato di pubblico servizio, in quanto dipendente Asl addetto alla ricezione delle domande di partecipazione ai corsi di formazione e aggiornamento per addetti alla manipolazione degli alimenti, si faceva consegnare somme di denaro pari a 40 euro per i corsi di formazione e a 30 euro per i corsi di aggiornamento quale corrispettivo da versare sul conto corrente della Asl di Teramo, appropriandosi di 4.179 euro quale dovuto versamento alla Asl».
Oltre al dipendente inizialmente erano finiti sotto accusa anche i 161, tra commercianti, ristoratori e baristi, partecipanti ai corsi. Ma le indagini svolte hanno accertato che tutti coloro che hanno fatto i corsi erano completamente all’oscuro del meccanismo messo in moto dal dipendente e per loro il gip ha accolto la richiesta di archiviazione fatta dal pm Giovagnoni. Le indagini, che hanno riguardato tutto il 2012, erano scattate su segnalazione della stessa Asl che durante un normale controllo, si sarebbe accorta che qualcosa non andava. Perché il numero di certificati rilasciati dal relativo ufficio dell'azienda sanitaria, ad un certo punto, sarebbe risultato di gran lunga superiore rispetto ai relativi versamenti che gli interessati avrebbero dovuto effettuare sull'apposito conto corrente. Oltre che di peculato l’ex dipendente Asl era accusato anche di falsità ideologica nella sua veste di pubblico ufficiale perchè, si legge nel capo d’imputazione, «nominato segretario in occasione dei corsi di aggiornamento e formazione attestava falsamente la presenza e la partecipazione dei partecipanti».(d.p.)
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