Cgil, Cisl e Uil: «Basta tagli alla sanità teramana»

2 Ottobre 2015

TERAMO. Nel giorno del consiglio comunale straordinario convocato oggi alle 19 dal sindaco di Teramo Maurizio Brucchi sul tema della sanità, al quale parteciperanno il governatore D’Alfonso e l’assess...

TERAMO. Nel giorno del consiglio comunale straordinario convocato oggi alle 19 dal sindaco di Teramo Maurizio Brucchi sul tema della sanità, al quale parteciperanno il governatore D’Alfonso e l’assessore regionale Paolucci, i segretari provinciali Amedeo Marcattili della Fp Cgil, Andrea Salvi della Cisl Fp e Alfiero Di Giammartino della Uilfpl affermano in una nota che «sarà il destino della nostra provincia la morte amministrativa ed istituzionale attraverso tagli su servizi sanitari e servizi sociali, annunciati accorpamenti di strutture statali e parastatali, ridimensionamenti di servizi pubblici, chiusura di uffici periferici regionali». E continuano: «Tutto ciò sotto gli occhi dell'indigeno ceto politico che assiste inerme alla rivisitazione dell'impianto geopolitico della provincia di Teramo mediante un vero e proprio saccheggio istituzionale del territorio».

I sindacati si concentrano poi sul tema sanità e «denunciano che il sistema sanitario provinciale, siccome maldestramente organizzato dalla Regione Abruzzo, punisce il sistema teramano già fortemente penalizzato rispetto alle altre Asl. Si rammenta, infatti, e non per becero campanilismo, che la Asl di Teramo pur vantando un maggior numero di posti letto e un maggior numero di prestazioni rispetto alle altre Asl regionali, fa registrare, ad esempio nei confronti della Asl aquilana, una possibilità di spesa di personale assegnata inferiore di ben 26 milioni di euro annui. La mancanza poi, nel territorio di Teramo di strutture private, presenti invece nei territori di Pescara e L'Aquila, che potrebbero contribuire alla copertura di parte del fabbisogno sanitario, acuisce il problema della cronica mancanza di personale con l'inevitabile conseguenza di alimentare la deprecata mobilità passiva. Il sistema ragionieristico di considerare il personale un costo anziché una risorsa sta producendo penalizzazioni in grado di porre seriamente a repentaglio la funzionalità di diversi reparti dei quattro presidi ospedalieri teramani, al punto di mettere in discussione le prestazioni ospedaliere da offrire alla popolazione. Ed a riguardo delle evidenziate carenze d'organico, che dovrebbero divenire ancor più drammatiche stando alle direttive regionali di non prorogare i 300 operatori sanitari precari», le organizzazioni sindacali auspicano che «il presidente della Regione Abruzzo indossi finalmente le vesti del politico ed assolva a precisi doveri istituzionali: quelli di assicurare i livelli essenziali di assistenza sanitaria».

A tal proposito, suggeriscono i sindacati, si potrebbe ripercorrere «la strada intrapresa dalla Regione Lazio che ha ottenuto una deroga in sede di Conferenza Stato-Regioni», oppure convocare un urgente e straordinario consiglio regionale che legiferi «in merito alla concessione di una deroga temporanea, fino alla cessazione della contingenza, a favore del personale precario».