Cgil: licenziata nel giorno simbolo

9 Marzo 2022

Pettinaro (Filcams): «Ignorati le procedure e i tentativi di far valere i diritti»

TERAMO . Una lettera di licenziamento recapitata nel giorno dedicato ai diritti delle donne. È accaduto ad una dipendente di un’azienda di Mosciano e a denunciare l'episodio, che si inserirebbe in un contesto lavorativo delicato e conflittuale sul fronte delle relazioni fra azienda e dipendenti, è la Filcams Cgil. Tramite una nota, il sindacato parla di «atteggiamento aziendale non solo discriminatorio, ma addirittura persecutorio nei confronti di alcune lavoratrici dell’azienda che da due mesi chiedono di poter lavorare e vogliono preservare il loro posto di lavoro».
La Filcams, tramite il segretario Mauro Pettinaro, riavvolge il nastro della vicenda: «A gennaio l’azienda comunica che alcune lavoratrici non sarebbero più “utili” all’azienda e in alcune interlocuzioni palesa addirittura come ambiziosa la possibilità della “disoccupazione”. Ma le lavoratrici non si sono perse d’animo e assieme al sindacato hanno provato a capire cosa si potesse fare per salvare il loro posto di lavoro e far valere i loro diritti. Ed è in questo momento che l’azienda, invece di spiegare le ragioni o di trovare soluzioni, continua in maniera arrogante e non costruttiva a rigettare le istanze delle lavoratrici, ad avere atteggiamenti antisindacali, a compiere tutte le azioni per far desistere le lavoratrici e farle andare via».
La Cgil in questo clima di tensione è riuscita ad ottenere un solo incontro con la società, ma senza riscontri positivi. Anzi, subito dopo sarebbero arrivate lettere disciplinari alle lavoratrici «per aver semplicemente fatto una pausa, che il decreto 81/2008 impone per chi lavora davanti ad un videoterminale», scrive il sindacato, il mancato riconoscimento della rappresentanza sindacale aziendale fino al licenziamento per una dipendente. La Cgil si chiede perché l’azienda non abbia attivato le procedure regolate dalla giurisprudenza e nella nota apre una riflessione su quelli che ancora oggi sono i tanti ostacoli e le criticità legate al mondo del lavoro femminile. Una riflessione che appare ancor più amara perché inserita in un contesto, quello dell'otto marzo, dove «mentre si discute sulla parità nei luoghi di lavoro e mentre ci si continua ad interrogare sul ruolo che la società attribuisce alle donne, avremmo voluto scrivere parole di speranza», dice la Cgil. (v.m.)