Cgil: «No al declassamento dell’ospedale Val Vibrata»

15 Giugno 2019

Sant’Omero, il sindacato contro l’ipotesi di relegarlo a presidio di area disagiata Sotto accusa il disinteresse della dirigenza amministrativa e della politica

SANT’OMERO. L’ipotesi di relegare l’ospedale di Sant’Omero a presidio di area disagiata non piace alla Cgil, che la respinge denunciando ancora una volta come «da tempo l’ospedale Val Vibrata sia oggetto di scarsa attenzione e si percepisce una sensazione quasi di abbandono». Per il sindacato, come si legge in una nota, «mentre negli altri tre presidi della provincia è un susseguirsi di progetti di ristrutturazione, di nomine dirigenziali, di assunzione di personale paramedico, a Sant’Omero tutto langue, mentre si fa sempre più fatica a far fronte al carico assistenziale che cresce di anno in anno, così come denota il numero di accessi al pronto soccorso che quest'anno in proiezione potrebbe arrivare a oltre 30mila».
Nella nota la Cgil, che sottolinea come stando ai dati della stessa Regione l’ospedale Val Vibrata risulti il più produttivo dei presidi periferici teramani (almeno secondo i numeri del 2017, gli ultimi disponibili ), evidenzia una «scarsa attenzione non solo da parte della dirigenza amministrativa, ma anche di quella politica che, a tre mesi dall'insediamento in Regione, ancora non calendarizza una visita ufficiale». Nel criticare il progetto di riordino della rete ospedaliera, «redatto da diversi sindacati del settore» ma non firmato da Cgil, Anaao e Uil, «in cui questo presidio viene relegato addirittura a ospedale di area disagiata», la Cgil chiede dunque di volare alto e superare gli interessi di campanile. «L’Abruzzo avrebbe bisogno di pochi ospedali per acuti», conclude, «di media grandezza, super tecnologici e con buone professionalità e in supporto ad essi più medicina sul territorio, migliore distribuzione dei centri di riabilitazione, più lungodegenze e rsa».
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