«Che paura, con i genitori abbiamo pianto tanto»

24 Settembre 2022

Un 17enne: «Mi sono ritrovato a terra con un’amica e l’ho aiutata a rialzarsi» Il papà medico: «Mia figlia medicata in ospedale, sta bene ma è spaventata»

ROSETO. Nessuno dimenticherà. Perché a 17 anni non si sta su un’emozione di paura tanto a lungo. «E io di paura ne ho avuto davvero tanta», dice A.P.
È precipitato aggrappato alla balaustra, si è ritrovato su un’asse di legno, ha aiutato l’amica caduta, ha pianto quando ha visto mamma e papà arrivati all’ospedale Umberto I. «In un attimo ho capito che poteva succedere di tutto», racconta lo studente del liceo Saffo, «ho pensato che stesse crollando tutto il teatro. Pochi secondi, ma che sono sembrati lunghissimi. Poi le urla e i pianti. Mi sono ritrovato aggrappato alla balaustra. Vicino a me c’era una mia amica a cui ho dato la mano e insieme ci siamo rialzati. I soccorsi sono arrivati subito, ma è stato davvero brutto. Mi faceva male un braccio e mi hanno portato in ospedale, ma fortunatamente niente di rotto. La cosa più bella? Le parole di mamma e papà al cellulare e poi l’abbraccio quando sono venuti in ospedale. Io ho avuto paura, ma loro molta più di me». Perché a 17 anni la vita dovrebbe essere tutt’altro che ritrovarsi sotto travi di legno mentre scherzi e ridi con gli amici dopo aver visto uno spettacolo teatrale e programmi il resto della giornata per le strade di Roma. «Quando è successo stavano parlando delle cose da fare nel pomeriggio in giro per la città» dice A.P.
Racconta D.B.A, studentessa di 17 anni: «Adesso sto bene, ma poteva andare peggio. Di certo non riesco a dimenticare ciò che ci è successo. In un secondo siamo passati dalla felicità alla paura. Il medico mi ha prescritto un collare. Nella caduta infatti ho sbattuto la schiena, ma per fortuna l’impatto non è stato violento».
Tra i ragazzi fermi sula scala c’è chi ha evitato la caduta, come F.L. altra 17enne, che al momento del crollo era ancora dentro al teatro. «Era appena finito lo spettacolo teatrale», racconta, «e molti di noi erano ancora seduti. All’improvviso si è sentito un boato fortissimo e così mi sono alzato e sono andato a controllare cosa fosse successo. Ho visto tanti miei amici, che erano caduti sopra alle travi di legno. Una scena incredibile, non sembrava vera. Ci hanno detto di stare tranquilli che stavano arrivando i soccorsi ed effettivamente così è stato. I soccorsi sono arrivati subito. Prima dal personale interno del teatro e poi con i vigili del fuoco e con i poliziotti. Tutti bravissimi perché eravamo molto spaventati e loro sono riusciti a tranquillizzarci. Quello che è successo non lo dimenticherò mai, ma non dimenticherò nemmeno quei vigili del fuoco e quei poliziotti che hanno parlato con noi».
Alessandro Bonaduce è un medico di base molto conosciuto a Roseto. Tra i ragazzi feriti c’è anche sua figlia, che dopo aver trascorso la notte a Roma a casa del fratello maggiore oggi tornerà a Roseto. «Fortunatamente solo qualche escoriazione», racconta, «ma mia figlia si è spaventata tantissimo come immagino tutti i suoi compagni. È stata medicata in ospedale e successivamente dimessa. L’altro mio figlio vive a Roma e lui l’ha portata a casa sua. Domani mattina (oggi ndr) la vado a riprendere. Lo spavento è stato tanto per tutti».
(ha collaborato
Luca Venanzi)
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