«Chi chiede notizie sui tempi del Cas viene trattato male»
TERAMO. Nel dramma collettivo della ricostruzione post-sisma che non decolla s’inseriscono drammi individuali ovviamente molto più piccoli, ma non per questo indegni di attenzione. È il caso della...
TERAMO. Nel dramma collettivo della ricostruzione post-sisma che non decolla s’inseriscono drammi individuali ovviamente molto più piccoli, ma non per questo indegni di attenzione. È il caso della protesta ricevuta in redazione da parte del fratello di una donna teramana, M.N., la cui abitazione è stata dichiarata inagibile e che ora vive in affitto, usufruendo del contributo di autonoma sistemazione (Cas). «Il proprietario della casa in cui sta mia sorella», dice, «le sollecita continuamente il pagamento dell’affitto, ma i contributi arrivano più o meno ogni tre mesi. La cosa assurda è che quando mia sorella va negli uffici comunali preposti a chiedere quando saranno liquidati i soldi viene trattata a pesci in faccia, neanche le rispondono. Stessa cosa quando telefona. È un comportamento», conclude, «inaccettabile».

