«Chiarezza sul ruolo di D’Orazio»

Tre ex assessori del Pd scrivono a Verrocchio: «Esiste un patto?»
PINETO. «Esiste forse un patto del Cerrano?”. Lo chiedono al sindaco Robert Verrocchio, Enzo Nardi e Nerina Alonzo, entrambi ex assessori e attuali membri del direttivo Pd cittadino, i quali ipotizzano una sorta di “patto del Nazareno” per quanto riguarda la gestione dell’area marina protetta (Amp), meglio conosciuta come parco del Cerrano, guidata da Benigno D’Orazio, in una prima fase come presidente, ora come commissario. Ed è proprio quest’ultimo ad alimentare i dubbi dei due esponenti pinetesi del Pd, i quali si rivolgono per questo al primo cittadino affinché faccia chiarezza. «Il commissario del parco ha annunciato di aver concluso la bozza di modifica dello statuto dell’Amp», si legge ancora nella lettera che Alonzo e Nardi hanno indirizzato al sindaco, «a parte alcune modifiche dovute per adeguamento a norme nazionali, come la riduzione dei consiglieri d’amministrazione, spicca la possibilità di rinomina del presidente».
Secondo i dirigenti pinetesi del Pd sembrerebbe un vestito cucito su misura proprio per D’Orazio. «In virtù della trasparenza amministrativa, principio fondamentale della sua amministrazione e del nostro partito», si legge ancora nel documento indirizzato al sindaco, «in qualità di presidente dell’assemblea dei soci dell’Amp, non le sembra doveroso nei confronti dei cittadini fare chiarezza sull’intera faccenda?». Diversi i punti che Verrocchio viene chiamato a chiarire, primo fra tutti il fatto che D’Orazio sia stato uno dei più acerrimi oppositori all’istituzione dell’area protetta, «poi, a causa della politica italiota dove si ricopre un incarico non per meriti ma per appartenenza partitica, l’avvocato D’Orazio si è ravveduto prontamente ed è stato eletto presidente del Parco» sottolineano Alonzo e Nardi. Sospetti anche i successivi passaggi, tra cui la modifica dello statuto - da parte dell’assemblea soci dell’Amp, presieduta da Verrocchio - che ha consentito la nuova nomina di D’Orazio. Da qui la richiesta di chiarimenti.
(f.ce.)
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