Chiarini, oggi l’ultima parola Se si dimette non sarà sostituito

27 Ottobre 2016

Comune, in mattinata l’incontro con l’assessore che ha annunciato di voler uscire dalla giunta e nel pomeriggio Brucchi incontrerà gli alleati dopo che il consiglio di martedì è andato deserto

TERAMO. Non è detto che in Comune ci sarà un altro assessore alla cultura dopo Marco Chiarini. Se il regista non tornerà sui suoi passi, confermando le dimissioni annunciate per lettera lunedì, la delega potrebbe restare nelle mani del sindaco Maurizio Brucchi.

Non si tratterebbe di una novità assoluta, visto che nella scorsa consiliatura il primo cittadino trattene questa funzione attribuendo a Guido Campana l'incarico di gestire eventi e manifestazioni. A differenza della passata amministrazione, però, Brucchi cumulerebbe la delega alla cultura a quella al bilancio, che non ha riassegnato dopo il rimpasto di giunta varato a giugno.

Il primo cittadino acquisirebbe così un "super ruolo" con sette assessori al suo fianco, due in meno rispetto alla squadra composta dopo la tornata elettorale in cui è stato eletto per il secondo mandato. Saranno decisive le prossime ore, quando Chiarini scioglierà definitivamente i dubbi sul suo futuro dopo la pausa di riflessione chiestagli dal sindaco.

Nella mattinata di oggi l'assessore dimissionario sarà di nuovo a colloquio con il primo cittadino che, nel tardo pomeriggio, riferirà l'esito dell'incontro agli alleati durante la riunione del tavolo politico. Tolta la questione che riguarda Chiarini, sulla quale i rappresentanti delle forze in appoggio al sindaco si rimetteranno alle comunicazioni di quest'ultimo, considerato che l'assessore dimissionario è un tecnico di fiducia di Brucchi, dal confronto non dovrebbero emergenze indicazioni ultimative sulle sorti dell'amministrazione. Le posizioni, dopo il consiglio comunale saltato martedì per mancanza del numero legale, saranno chiarite nella seduta in seconda convocazione prevista per giovedì 3 novembre con il voto sulla variazione di bilancio e sul documento di programmazione per il prossimo triennio dell'attività amministrativa.

Il pressing per mandare a casa il prima possibile sindaco e giunta continua dall'esterno. Secondo Angelo Puglia, capogruppo di "Al centro per Teramo", non ci sono più i presupposti perché l'amministrazione vada avanti. «Dopo il rimpasto di giunta non c'è stato alcun cambio di passo», fa notare il rappresentante della lista civica uscita dalla maggioranza prima dell'estate, «nessuno dei punti indicati nel patto di prospettiva si è realizzato». "Al centro per Teramo" considera le dimissioni di Chiarini e il consiglio andato a vuoto martedì una conferma delle proprie tesi. «Si è verificato quello che avevamo detto», afferma Puglia, «ci hanno messo dietro alla lavagna come alunni indisciplinati e cattivi, ma i fatti ci hanno dato ragione». Le ultime vicende, a detta del consigliere, hanno messo in luce «una maggioranza litigiosa e che non riesce a stare in piedi». L'auspicio è che «non si pensi di risolvere la situazione utilizzando il posto lasciato da Chiarini per calmare qualche appetito personale».

A invocare l'uscita di scena dell'amministrazione è anche il comunista Mario Ferzetti. «La misura è colma, si dovrebbe staccare la spina», afferma, «ma nessuno lo farà in quanto al “vecchio modello Teramo”, di chiodiana memoria, conviene trascinarsi così e non rischiare elezioni anticipate che farebbero restare a casa qualcuno di loro».

Gennaro Della Monica

©RIPRODUZIONE RISERVATA