Chiedono un caffè e rubano settemila euro dalla cassa

22 Luglio 2015

Furto con raggiro al Bar Novantadue di viale Bovio: mentre un finto avventore distrae il ragazzo dietro al bancone l’altro prende la somma da un cassetto

TERAMO. Si sono presentati al bar come avventori qualunque. Come persone che avevano bisogno di rinfrescarsi dalla canicola. In realtà erano due ladri, esperti in raggiri. E’ accaduto ieri, intorno alle 17, al “Bar Novantadue”, all’inizio di viale Bovio, davanti alla Villa comunale. In quel momento dietro al bancone c’era il figlio del titolare. Il trucchetto messo in atto dai due malviventi è stato quello classico.

Uno si è avvicinato al ragazzo e ha chiesto una consumazione al banco. Mentre il ragazzo si girava verso la macchina per preparargli un caffè, l’uomo l’ha distratto chiacchierando del più e del meno. Nel frattempo il complice si è avvicinato al registratore di cassa e da un cassetto sottostante al registratore ha sottratto tutto il contante, la bella somma di 7mila euro.

Il bar ha annessa una sala con una serie di slot machine. E probabilmente i settemila euro erano in parte l’incasso delle macchinette, oltre che del bar vero e proprio.

Comunque sia, con molto sangue freddo l’avventore-ladro e il suo complice hanno finito a consumare il caffè e sono usciti dal bar. Solo dopo il ragazzo si è accorto che il cassetto sotto al registratore di cassa era semichiuso. L’ha aperto e ha constatato che l’ingente somma era sparita.

La polizia è stata avvertita immediatamente del furto: sul posto è arrivata la Volante e poco dopo la polizia scientifica.

Intanto gli agenti hanno cercato di farsi descrivere i due finti avventori, che non portavano nulla per nascondere il volto. E’ questo un particolare importante, in quanto il bar dispone di telecamere. Dall’analisi dei filmati si potrà forse risalire all’identità dei due. Un altro elemento che è saltato subito all’occhio degli investigatori è che i ladri siano andati a colpo sicuro: sapevano che quel cassetto conteneva ingenti somme. Quindi non era la prima volta che entravano nel bar, forse si erano finti giocatori di slot.

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