Chiese, la ricostruzione arriva alla svolta

San Domenico e Sant’Agostino riapriranno all’inizio dell’estate, oggi parte il cantiere nella basilica storica di San Gabriele
TERAMO . Sarà una Pasqua di rinascita per le chiese della diocesi ferite dal sisma del Centro Italia. La festa per la Resurrezione, infatti, segnerà un punto di svolta nel lungo e complesso percorso avviato sette anni fa per restituire a tante comunità parrocchiali spazi destinati al culto sicuri e adeguati alle esigenze liturgiche. Un primo passo importante è stato già compiuto con la completa riapertura del duomo il 19 dicembre, in occasione della festa per il patrono San Berardo, di fatto alla vigilia del Natale. La Pasqua, dunque, farà registrare un altro passaggio significativo per il recupero di una parte consistente delle strutture diocesane lesionate dai terremoti a cavallo tra fine 2016 e inizio 2017. Si tratta del 44 chiese finanziate con la prima ordinanza speciale dedicata agli edifici di culto firmata dall’allora commissario post-sisma Giovanni Legnini.
i cantieri aperti
Partirà oggi il recupero della basilica storica di San Gabriele dell’Addolorata. L’antica struttura sarà sottoposta a lavori di miglioramento sismico che prevedono l’installazione di catene alle pareti, il rinforzo delle volte e il restauro della cappella dedicata al santo patrono dei giovani e dell’Abruzzo. La spesa stimata è di 450mila euro e stando al cronoprogramma il cantiere sarà chiuso entro la prima parte dell’estate. Si concluderanno nel giro di un paio di mesi, invece, gli interventi in corso nella chiesa di San Domenico, in corso Porta romana a Teramo. L’investimento è di poco inferiore ai 700mila euro e anche in questo caso servirà al consolidamento antisismico della struttura trecentesca, sempre con l’installazione di catene e il rinforzo delle volte, ma anche con lavori che interesseranno il tetto e il campanile. Gli stessi tempi sono indicati per il ripristino di Sant’Agostino, altra chiesa storica del centro resa inagibile dalle scosse sismiche. Le risorse disponibili in questo caso ammontano a 600mila euro e oltre che per il miglioramento sismico serviranno in particolare per la ricostruzione del tetto crollato nella parte in corrispondenza dell’abside. Un ulteriore intervento è in corso e si concluderà anch’esso entro un paio di mesi per la chiesa di Santa Maria della Misericordia a Bellante che comporta un esborso di 550mila euro.
le opere in fase di avvio
«Per un terzo delle 44 chiese finanziate con l’ordinanza 105 i lavori sono partiti», spiega Antonio Masci, il progettista e direttore dei cantieri incaricato dalla diocesi, «gli altri sono già tutti appaltati e in attesa del via libera che arriverà a breve». Questa parte delle opere partirà dunque entro l’estate e concludersi per la primavera prossima. «Si tratta di un risultato importante reso possibile dalla stretta collaborazione tra la Diocesi guidata dal vescovo Lorenzo Leuzzi, che è attuatrice degli interventi», tiene a sottolineare Masci, «con l’Ufficio speciale per la ricostruzione, il nuovo commissario Guido Castelli e la soprintendenza». Tra le opere in avvio ci sono quelle relative alla chiesa di Nocella e a Santa Maria della Pietà a Isola del Gran Sasso. Entro un mese, però, partiranno altri due importanti cantieri relativi sempre a edifici adibiti al culto. Si tratta degli interventi che interesseranno le chiese di San Rocco a Montorio, per 2,1 milioni di euro, e di Santa Maria in platea a Campli, per 2,8 milioni.
l’uscita dall’emergenza
È vicina la svolta anche per il lotto di lavori finanziati con la seconda ordinanza commissariale dedicata agli edifici destinati al culto. Il provvedimento comprende altre 43 chiese sul territorio diocesano da riparare e consolidare in chiave antisismica. «Abbiamo le progettazioni completate e gli interventi al momento sono sottoposti alle verifiche da parte di Ufficio speciale, struttura commissariale e soprintendenza», fa rilevare Masci, «l’auspicio, che salvo imprevisti si concretizzerà, è di far partire i lavori nella prossima primavera, in coincidenza con la conclusione delle opere collegate alla prima ordinanza». I cantieri dovrebbero restare aperti non più di un anno per questi ulteriori lavori, per cui l’estate del 2025 segnerebbe il pieno recupero del patrimonio immobiliare riservato al culto. Il traguardo della ricostruzione, insomma, si avvicina. «Siamo la diocesi più avanti negli interventi», conclude il tecnico, «tra quelle nel cratere sismico».
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