Chiesta la nomina del commissario per lo sgombero

GIULIANOVA. Si avvicina la nomina di un commissario ad acta per il complesso “Orsini 63”. Comune di Giulianova non ha ottemperato all’ordinazione del Tar Abruzzo dell’Aquila, che ha sancito l’illegitt...
GIULIANOVA. Si avvicina la nomina di un commissario ad acta per il complesso “Orsini 63”. Comune di Giulianova non ha ottemperato all’ordinazione del Tar Abruzzo dell’Aquila, che ha sancito l’illegittimità del silenzio serbato dall’amministrazione all’esposto della curatela di effettuare lo sgombero coattivo del complesso.
I 30 giorni concessi sono passati e così la curatela fallimentare ora deve presentare istanza al Tar per la nomina di un commissario che si sostituisca al Comune. In particolare il curatore fallimentare, Nicola Rossi, ha richiesto l’autorizzazione al giudice delegato Ninetta D’Ignazio, che ha sostituito Giovanni Cirillo nel fallimento della Di Gennaro Costruzioni.
Il 6 febbraio scorso, in effetti il Comune di Giulianova ha svolto un sopralluogo tecnico per l’accertamento sullo stato delle autorimesse ai fini della Scia per la segnalazione di agibilità, ma dopo non sono stati adottati atti. Da qui E l’iniziativa del curatore, tramite i legali Pietro Referza e Serena Monina di richiedere al Tar dell’Aquila la nomina del commissario ad acta. Il curatore, a rigore, pur essendo la nomina del commissario ad acta prevista in sentenza, nel fornire una informativa esaustiva giudice, ha preferito comunque chiedere l’autorizzazione alla presentazione dell’istanza.
E’ evidente che i tempi occorrenti alla nomina del commissario ad acta allungherebbero lo sgombero coattivo delle quattro famiglie (sulle 53 sfrattate dal 2012) che occupano appartamenti senza titolo nel complesso, la cui presenza influisce sulle vendite dei 44 appartamenti.
Dal canto loro, i condomini proprietari, esasperati si fanno sentire: l’ultima segnalazione all’amministratore dello stabile riguarda atti vandalici; sono stati sporcati i muri, rotte le luci di cortesia su tutti i piani della scala A, riempito l’area ecologica di immondizia senza fare la differenziata. Si segnalano anche atti osceni sui balconi. Tutto ciò compromette l’interesse di chi aspira ad acquistare un appartamento, creando in effetti danni alla procedura fallimentare. (a.f.)
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