Chiesto il processo per l’ex maresciallo

Civitella, è imputato di violenza sessuale dopo la denuncia di un’addetta alle pulizie che lo accusa di palpeggiamenti
CIVITELLA DEL TRONTO. La procura chiede il processo per l’ex maresciallo di Civitella del Tronto Martino Di Francesco, 62 anni, accusato di violenza sessuale. Il militare, ora in pensione e all’epoca dei fatti comandante della stazione di Civitella, è finito sotto accusa dopo la denuncia di una donna, una addetta alle pulizie che in alcune ore della giornata frequentava la caserma proprio per motivi di lavoro.
La donna lo accusa di averla palpeggiata in più occasioni e di averle fatto vedere dei filmini pornografici su un computer.
Dopo aver firmato l’avviso di conclusione delle indagini, il sostituto procuratore Bruno Auriemma ha chiesto il rinvio a giudizio per il militare. Ora sarà il gup, nel corso dell’udienza preliminare, a decidere se mandare l’ex maresciallo a processo per violenza sessuale o se disporre il non luogo a procedere.
L’inchiesta è scattata nei primi mesi dell’anno dopo la denuncia della donna, che ha presentato un esposto proprio ai carabinieri per denunciare e sono stati proprio i colleghi del maresciallo a indagare per ricostruire i contorni della vicenda.
La donna, nella sua denuncia, ha raccontato di palpeggiamenti e attenzioni particolari da parte del maresciallo tutte le volte che si trovava in caserma per pulire. E non solo.
Sempre secondo la denuncia della donna, infatti, il militare le avrebbe fatto vedere dei filmati pornografici proprio mentre si trovava in caserma. Una situazione che, sempre secondo la versione della donna, sarebbe andata avanti per qualche tempo e a nulla sarebbero valse le minacce di querela della stessa parte lesa nei confronti dell’uomo per farlo desistere. Fino a quando la donna si è rivolta all’Arma per segnalare e denunciare. L’esposto querela ha fatto scattare l’inchiesta (la procura ha subito aperto un fascicolo per il reato di violenza sessuale) e immediatamente sono partite le indagini finalizzate a fare chiarezza proprio sulla denuncia della donna.
Nel corso dell’interrogatorio il militare ha respinto ogni accusa, sostenendo che a fare le avances sarebbe stata la donna e che lui le avrebbe sempre respinte.
Ora, dunque, la parola passa al gup che, nel corso dell’udienza preliminare, dovrà decidere se mandare il militare a processo o se disporre il non luogo a procedere. E’ evidente che, qualora dovesse decidere per il rinvio a giudizio dell’ex maresciallo, tutte le accuse dovranno essere provate nel corso di un eventuale dibattimento davanti al tribunale.(d.p.)
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