Chirurghi inglesi a lezione al Mazzini

Équipe teramana presenta a Nottingham un intervento innovativo al seno. Molte le richieste per imparare la tecnica
TERAMO. Al Mazzini nuovi traguardi nella chirurgia oncologica al seno. Questa volta la nuova tecnica è frutto di una stretta collaborazione fra senologi e anestesisti.
«E’ una tecnica anestesiologica loco-regionale che addormenta solo il seno», spiega il responsabile dell’unità semplice di senologia Maurizio Brucchi, «grazie a una procedura particolare che solo gli anestesisti teramani, diretti da Stefano Minora, sanno fare. In particolare l’esperto è Franco Cantagalli».
La tecnica, applicata in pochissimi ospedali in Italia, spiegano Brucchi e Cantagalli, è particolarmente indicata «su pazienti in là con gli anni, che magari hanno patologie che impedirebbero l’anestesia generale». Non bisogna dimenticare infatti che il cancro al seno può colpire donne da 28 ai 90 anni. «Così riduciamo al minimo i rischi anestesiologici, riuscendo ad operare persone che altrimenti sarebbero inoperabili», chiariscono ancora i due specialisti.
Sono stati già eseguiti circa cento interventi con questa tecnica «con ottimi risultati: la paziente la sera già si alimenta e il giorno dopo può essere dimessa». L’attività dell’equipe del Mazzini è stata documentata in uno studio pubblicato su una rivista scientifica che è stato anche presentato a un congresso internazionale a Nottingham qualche giorno fa. «Ora riceviamo continuamente telefonate da chirurghi e anestesisti del Regno Unito e non solo», afferma Brucchi, «che vogliono venire a fare expertise a Teramo. E’ un lavoro di equipe che premia. Stiamo organizzando con gli anestesisti un primo incontro per far diventare Teramo centro di riferimento per questo tipo di tecnica, creando un filo diretto con il Regno Unito».
Ma non finisce qui. A breve sarà applicata al Mazzini una nuova tecnica chirurgica negli interventi di chirurgia oncologica al seno. Brucchi e il chirurgo plastico Guido Torresini sono andati recentemente a Cambridge per apprendere una nuova tecnica per interventi di asportazione parziale della mammella in cui si utilizza tessuto della parte posteriore del torace che chiude la “breccia” che si apre con la quadrantectomia. «Ha un notevole effetto psicologico sulle pazienti», spiega Brucchi, «perchè si esegue solo un piccolo taglio in una zona poco visibile e non si riduce la massa del seno». Ora l’equipe di senologia farà un periodo di training e poi si inizierà anche al Mazzini ad applicare questa tecnica chiamata dei “vasi perforanti”.
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