Chirurgia e Ortopedia accorpate Solo 15 letti e le attese crescono

28 Agosto 2020

I due reparti, unificati quando è scoppiata l’emergenza Covid, non sono più tornati indipendenti Parte del personale è stato spostato altrove. La Lega chiederà chiarimenti all’assessore Verì

GIULIANOVA. L’ospedale è al lumicino: mancano medici, infermieri ed altro personale sanitario per assicurare un’assistenza degna di questo nome. Le condizioni più estreme sono nei reparti di chirurgia generale e di ortopedia e traumatologia che sopravvivono grazie alla forza di volontà degli operatori. Da marzo i due reparti sono stati accorpati al fine di creare all’interno dell’ala est un reparto pre-Covid che ha usufruito, durante il periodo emergenziale, di operatori sanitari provenienti proprio da Chirurgia e ortopedia.
A giugno il reparto pre-Covid è stato dismesso, ma il personale utilizzato durante l’emergenza non è tornato ad occupare i posti assegnati in precedenza in quanto dirottato altrove. Così Chirurgia e Ortopedia continuano ad essere accorpate con un totale di 15 posti letto a disposizione. Capita che a volte ci siano 8 posti letto per la Chirurgia e 7 per Ortopedia e viceversa. In tutta questa situazione di precarietà si inserisce il problema delle ferie non usufruite dal personale medico e paramedico. Per poter usufruire di una licenza è stato necessario “raccomandarsi” ad un collega del San Liberatore di Atri o del Mazzini di Teramo. In questi termini, pur con tutta la passione possibile, il lavoro diventa un sacrificio impossibile.
E dietro il silenzio dei vertici Asl, che ben conoscono da tempo immemorabile la condizione non certo comoda dell’ospedale di Giulianova, ci sono i numeri che sono la cartina al tornasole dell’attività ospedaliera. E così qualcuno, tra il serio ed il faceto, contesta dall’alto qualche risultato operativo senza chiedersi l’origine. Tanto per dirne una pare che in Chirurgia ci sia un elenco di più di 200 pazienti in attesa di entrare in sala operatoria. Quanto tempo occorrerà per smaltire l’arretrato e soprattutto con quali mezzi e quale personale vista la carenza conclamata? Non cambia musica in Ortopedia dove ad oggi, per quel che risulta, vengono trattati solo casi di assoluta urgenza. Alcuni familiari hanno fatto presente che d’estate, in diverse circostante, diversi malati non sono stati ricoverati nel reparto di ortopedia per mancanza di posti letto e quindi trasferiti altrove, a Teramo, a Sant’Omero o a Atri. Indubbiamente, il quadro complessivo non è dei migliori nonostante che d’estate, quando la popolazione sulla costa triplica, l’unico importante presidio sanitario che potrebbe soddisfare le esigenze del territorio dovrebbe essere l’ospedale di Giulianova. Da qui torna a prendere piede l’ipotesi del lento depauperamento della struttura. Del resto è da anni che si parla di un declassamento e non c’è mai stato un segnale forte che facesse pensare il contrario. I consiglieri della Lega Pietro Tribuiani e Gianni Mastrilli annunciano che a breve interesseranno l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì che pure in campagna elettorale aveva espresso parole di speranza per l’ospedale di Giulianova.
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