Chiude il Ferzetti, bar storico della città Era aperto dal 1920

I figli dell’ultima titolare: «Nostra madre va in pensione ma ha un peso anche l’aumento di costi e bollette»
ROSETO. Chiude dopo cento anni circa il bar Ferzetti, il più antico di Roseto, situato nella centrale piazza della Libertà e luogo di ritrovo di tante generazioni. Da trent’anni era gestito dalla famiglia Salmini. Le difficoltà legate al calo dei consumi negli ultimi anni e i costi fissi e delle bollette, diventati ormai insostenibili, ne hanno determinato la chiusura.
Dietro al bancone fino all’ultimo giorno sono stati Anna Maria Giancola e Franco Tavarani. «Molti cittadini sono dispiaciuti per la chiusura», dice Tavarani, che per 56 anni ha lavorato come barista prima nella sede di fronte all’attuale attività, dall’altro lato della statale 16, e poi in piazza della Libertà, «per me è stato tutto il bar Ferzetti, la mia seconda famiglia. Cinque anni fa sono andato in pensione, ma ho continuato a dare una mano fino a pochi giorni fa». Dany Salmini, il figlio minore di Anna Maria Giancola e Palmerino Salmini detto “Rino”, quest’ultimo scomparso nel 2013, spiega i motivi della chiusura della storica attività: «Siamo fieri di essere arrivati a questo traguardo, trent’anni di gestione, ma dopo tanti sacrifici è giusto che mia madre vada in pensione. La gestione negli ultimi anni è diventata difficile e anche l’aumento delle spese è un aspetto da non sottovalutare. Il Ferzetti resterà nel nostro cuore, chiudiamo in bellezza».
Tanti ragazzi di Roseto sono passati per il bar, tante le serate passate a vedere le partite di calcio e di basket in compagnia di Rino, come ricorda Alex Salmini, il figlio maggiore, che da 20 anni vive e lavora a Milano. «Papà era il collante tra vari gruppi di ragazzi», afferma Salmini, «all’interno del bar riusciva ad amalgamare le comitive. Persone che non si conoscevano, magari, diventavano amici in pochi giorni. Papà, nonostante la sua fede juventina (in quegli anni era il tifoso juventino rosetano per eccellenza), riusciva comunque a creare armonia anche con i tifosi delle altre squadre». E poi c’era la pallacanestro, altra grande passione di Rino e i suoi figli. «Papà è stato sempre vicino al basket rosetano e ai tifosi», continua Salmini, «sponsorizzando sempre le trasferte». Spesso i tifosi, che partivano con il pullman da piazza della Libertà ancora non pedonalizzata, andavano da Rino e dicevano: “oh Rì, ci mancano duecentomila lire per andare a Biella. Che ci puoi sponsorizzare?”. «La domenica poi, quando il Roseto basket giocava in casa», ricorda Salmini, «papà andava al palazzetto poco prima dell’inizio della gara, si beveva una birra insieme ai tifosi e poi tornava a lavorare al bar».
Dopo la scomparsa di Rino, nel 2013, Dany Salmini insieme alla madre Anna Maria ha portato una ventata di freschezza nel bar organizzando serate in musica il sabato sera, e riportando la gioventù in piazza della stazione come negli anni ’80 e ’90. «La cosa più bella», conclude Alex Salmini, «è che al Bar Ferzetti, fondato da Stefano Ferzetti nel 1920, tutti erano accolti, gente difficile, gente problematica, e tutti venivano trattati allo stesso modo, in maniera amichevole». Negli ultimi giorni di apertura, la scorsa settimana, Anna Maria Giancola ha ricevuto mazzi di fiori da alcune ragazze di 16 anni, e anche un’orchidea da amici stretti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

