Chiude lo storico calzolaio Aldino Tribuiani

7 Agosto 2020

Era attivo dal 1963 a parco Franchi, la pandemia lo ha costretto a lasciare a 89 anni per prudenza

GIULIANOVA. Con la chiusura dell’attività di Aldo Tribuiani, da tutti conosciuto come Aldino, si chiude un’altra pagina romantica del lavoro in città. Dal 1963, ininterrottamente, il calzolaio è stato presente nel suo chiosco al confine tra parco Franchi e il marciapiede di viale Orsini. Aveva tanti clienti, tutti affezionati. Ce n’erano molti residenti lontano da Giulianova, che hanno conosciuto l’artigiano giuliese durante le vacanze estive. Turisti che, puntualmente, ogni estate sono tornati in città con delle buste colme di scarpe da mettere a posto e da consegnare ad Aldino. Gli stessi, trattandosi di scarpe quasi esclusivamente invernali, sarebbero ripassati prima della fine della vacanza per riprenderle opportunamente sistemate dalle mani miracolose dell’artigiano, che con ad ogni problema ha sempre trovato una soluzione adeguata. L’unico momento di grande dolore per Aldino fu nel 1985 quando, in occasione di un derby Teramo-Giulianova, perse il figlio Fabrizio di 22 anni a causa di un incidente stradale sulla Statale 80 a Bellante Stazione, di ritorno dal capoluogo. Da quel momento il carattere di Aldino, che non ha mai accettato quella terribile disgrazia, cambiò radicalmente anche se ha continuato sempre a parlare di futuro. Da quei giorni una bella foto di Fabrizio, con una luce accesa, è stata sempre presente all’interno del suo piccolo laboratorio.
Aldino, 89 anni, è stato figlio del suo tempo. Nato da famiglia umile e laboriosa, ha conosciuto come molti la crisi e le difficoltà della guerra. Suo padre Giuseppe, fervente comunista, provvedeva a tenere aperta la sezione del partito a Tortoreto. Col passare degli anni e andando a lavorare di campagna in campagna, la famiglia si stabilì sul territorio di Mosciano al confine con Giulianova. A quei tempi ognuno cercava di arrangiarsi e Aldino fu preso in amicizia dal “maestro” calzolaio Ercole Ianni, conosciuto come “Coluccio di Marcill”. In quegli anni i calzolai usavano girare per le tenute, dove venivano ospitati nelle case degli agricoltori fin quando tutte le scarpe della famiglia non fossero tornate a nuova vita. Dopo un po' Aldino decise di prendere moglie e si stabilì a Giulianova. La famiglia Franchi di Teramo gli diede la possibilità di realizzare quel chiosco al limitare del parco e così dal 1963 ha lavorato instancabilmente in quel punto. Il figlio Pierluigi, dipendente dell’Arta Abruzzo, racconta: «A causa dell’emergenza sanitaria da marzo mio padre è a casa per comprensibili motivi di prudenza. Stando con le mani in mano si annoia e vorrebbe tornare al lavoro. Ogni tanto lo accompagno al chiosco, ma solo per riconsegnare dei lavori e comunque solo su appuntamento. Nonostante sia già in pensione, continuerà a versare i contributi fino al 31 dicembre».(al.al.)
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