Chiude solo la Fornaci Cona S. Berardo e Molinari, ok a metà

2 Settembre 2017

È questa la decisione del Comune dopo le nuove verifiche, i 170 alunni trasferiti al Pascal e al Forti Gli altri due plessi devono svuotare i piani alti. Slitta la riapertura della Risorgimento per i collaudi

TERAMO. Tra poco più di una settimana riapriranno tutte le scuole tranne due, ma non ci saranno doppi turni. Dalla riunione decisiva tenuta ieri mattina dal sindaco Maurizio Brucchi con i tecnici incaricati degli approfondimenti sulle strutture a maggiore vulnerabilità sismica è emerso questo responso. Delle sei scuole con indice di resistenza inferiore allo 0.2, nella scala che indica 1 come massimo grado di sicurezza, solo una è risultata a rischio dopo gli ulteriori controlli. Si tratta della Fornaci Cona che ospita 170 alunni tra la materna, che accoglie anche i bimbi trasferiti da Villa Ripa, l'elementare e la prima sezione della media che sarà avviata proprio quest'anno. A loro è stata già trovata una sistemazione alternativa negli istituti superiori della zona "Forti" e "Pascal" dopo un sopralluogo tenuto ieri mattina dalla dirigente Letizia Fatigati con Brucchi e il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, che ha messo a disposizione gli spazi liberi negli immobili di competenza della sua amministrazione.
Le altre cinque scuole sottoposte a ulteriori accertamenti torneranno regolarmente in funzione anche se con alcune limitazioni. Queste riguardano in particolare la Molinari, trasformata in polo per gli alunni sfollati della San Giuseppe e della Savini, dove saranno lasciati vuoti il primo e il secondo piano dell'ala nord-est del complesso per ridurre il carico che incide sul grado di sicurezza della struttura. Alle stesse ragioni di carattere precauzionale risponde la chiusura dell'ultimo piano della San Berardo, che ospita tre classi la cui nuova collocazione temporanea sarà nell'edificio della D'Alessandro. Gli alunni della Molinari trasferiti, invece, non dovranno andare lontano da dove sono stati fino a giugno perché troveranno spazio nelle altre due ali del complesso che affaccia su piazza Moro e sono risultate sicure.
Non ci sono prescrizioni invece per la San Giorgio, la De Jacobis e la scuola di Piano della Lenta (anche se quest'ultima manca ancora di un parametro), che dalle verifiche di terzo livello sono risultate con un indice di resistenza maggiore rispetto a quello calcolato nelle settimane passate. I numeri, comunque, non sono stati ancora resi noti: lo saranno al termine della procedura di validazione prevista per legge. L'altra scuola cittadina che non riaprirà i battenti l'11 settembre è la Risorgimento, ma in questo caso non c'entra l'indice di vulnerabilità simica. La struttura dev'essere collaudata dopo gli interventi di consolidamento dei mesi scorsi, per cui slitterà a metà ottobre il rientro degli alunni che inizieranno l'anno scolastico nei locali dell'ex Parco della scienza in cui sono stati spostati durante gli sciami sismici. Resta in sospeso solo la sorte della Michelessi, su cui le verifiche devono essere ancora concluse per la sostituzione del tecnico che ha rinunciato all'incarico per impedimenti personali.
I dati a supporto delle decisioni prese a seguito della riunione di ieri mattina saranno comunque esaminati dalla commissione consiliare urbanistica, che si sta occupando anche delle scuole, e presentati ai comitati dei genitori. «Abbiamo lavorato intensamente durante tutta l'estate», osserva Brucchi, «ora abbiamo un quadro chiaro della situazione che comprende anche l'utilizzo dei Musp e quindi possiamo avviare la pianificazione».
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