«Chiudere subito questo infausto mandato»

16 Novembre 2017

La minoranza torna a sferrare un nuovo attacco a Gatti: non basta disertare il consiglio comunale

TERAMO. L'opposizione tira in ballo addirittura Abramo Lincoln per descrivere il vortice che sta travolgendo l'ex maggioranza in Comune. «Potete ingannare tutti per qualche tempo e alcuni per tutto il tempo, ma non potete ingannare tutti per tutto il tempo» è la frase dello storico presidente americano con cui gruppi di minoranza identificano nella nota stilata a nome di tutti da Flavio Bartolini (nella foto a sinistra) la «vergognosa degenerazione politico-amministrativa» attribuita agli esponenti "Futuro in" e a quelli che definisce come «loro prossimi presumibili alleati di Fratelli d'Italia e Al centro per Teramo».
La citazione serve a ricordare che una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco c'è già ed è quella stilata a giugno proprio dall'opposizione a cui manca una sola firma per farla approdare in consiglio. «Noi siamo dalla parte della verità e della chiarezza di fronte alla città delle vere responsabilità, perché oggi non si sta chiudendo solo questa fallimentare, disastrosa esperienza dell’amministrazione Brucchi, Gatti e altri», sottolineano i consiglieri della minoranza, «ma si devono costruire le basi per liberare finalmente la città da queste logiche di potere che l’hanno soffocata in questi scandalosi anni del centrodestra teramano». La priorità è chiudere il prima possibile «questo infausto mandato amministrativo», ma secondo loro «nessuno fuori da questo consiglio può intestarsi il merito di aver ottenuto lo scalpo del sindaco e nessuno che abbia partecipato integralmente o parzialmente alla ex maggioranza di centrodestra può ritenersi esente dalle colpe che porta sulle proprie spalle».
Il riferimento chiaro è a Paolo Gatti (nella foto a destra) e al suo gruppo ormai apertamente in rotta di collisione con Brucchi. «Per porre fine ad una consiliatura non è sufficiente affidare ai media avventurosi e fantasiosi proclami, né disertare il consiglio comunale, né usurpare altrui prerogative, come l’illegittima convocazione della riunione dei capigruppo da parte del presidente del consiglio, ma occorrono atti formali», insiste l'opposizione, «per recuperare un credito irrimediabilmente compromesso non si può scaricare su altri le proprie incontrovertibili responsabilità, ma è necessario un atto di contrizione». L'atto di sfiducia, insomma, non va rivolto solo al sindaco «ma a un intero sistema di potere che ha occupato la nostra città e che ora ha un solo obiettivo: sopravvivere a se stesso e al destino di questa città cercando di nascondere le proprie gravissime colpe e i propri reali obiettivi politici individuali». L'amministrazione è «all'indegna fine di uno spettacolo indecoroso», secondo la minoranza, in cui «i leader del centrodestra teramano dopo aver sfruttato, abbandonato e massacrato la città sotto ogni aspetto, si stanno ora autodistruggendo per fini politico-elettorali solo individuali».(g.d.m.)
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