Chiuse altre dieci agenzie di scommesse

Non avevano il collegamento con i Monopoli di Stato. Plaude la Confesercenti: «Così si tutela chi è in regola»
TERAMO. Il tempo dei bilanci è ancora lontano visto che i controlli macinano continui provvedimenti di chiusura, ma è certo che si annunciano grandi numeri. Dopo le tre di qualche giorno fa, il questore Giovanni Febo ha chiuso altre dieci agenzie di scommesse ritenute irregolari perchè senza autorizzazione.
I sigilli sono scattati a Martinsicuro, Alba, Giulianova, Colonnella, Mosciano e Civitella del Tronto. Ai titolari o ai gestori la polizia contesta «di aver esercitato l’attività privi della prevista licenza questorile». Secondo l’accusa le tre agenzie «pur potendo non avevano aderito alla normativa di regolarizzazione, la legge 190 del 2014, continuando a svolgere l’attività di intermediazione abusivamente».
Una delle novità introdotte dalla normativa, infatti, è quella che prevede il collegamento con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli.
La legge prevede sanzioni per coloro «che comunque offrono scommesse con vincite in denaro in Italia, per conto proprio ovvero di soggetti terzi, anche esteri, senza essere collegati al totalizzatore nazionale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, in considerazione del fatto che, in tale caso, il giocatore è l'offerente e che il contratto di gioco è pertanto perfezionato in Italia e conseguentemente regolato secondo la legislazione nazionale».
Tra ieri e l’altro ieri la polizia ha chiuso tre agenzie a Martinsicuro( in via Silone, via Colombo e via Filzi), tre ad Alba Adriatica (in via Leonardo, via Olimpica e viale della Vittoria), una a Giulianova (in piazza Fosse Ardeatine), una a Colonnella (in via San Giovanni), una a Mosciano (sulla strada statale 262) e una a Civitella (in via Montanelli).
E i controlli della polizia sono destinati a proseguire sul resto del territorio. Attività di verifica ben vista dalle associazioni di categoria.
Dice Gianluca Crimi della Confesercenti: «La legge a cui si fa riferimento è molto chiara e va applicata perchè altrimenti si resta nell’illegalità. Non ci sono altre opzioni. Chi non si adegua è evidente che lo fa solo per non essere soggetto a tassazione. Ma questo sistema non deve essere assolutamente tollerato perchè in un Paese civile le regole si rispettano. Noi come categoria chiediamo che siano protetti e tutelati tutti gli operatori del settore che operano nella piena legalità, che seguono la deontologia professionale e che si muovono nel pieno rispetto di tutte le normative».
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