Ciafardoni: «Il servizio scuolabus torni al Comune»

GIULIANOVA. Laura Ciafardoni, rappresentante di FI e Ncd, invita l’amministrazione a fare un passo indietro e riprendere a gestire direttamente il trasporto scolastico. Il riferimento è ovviamente al...
GIULIANOVA. Laura Ciafardoni, rappresentante di FI e Ncd, invita l’amministrazione a fare un passo indietro e riprendere a gestire direttamente il trasporto scolastico. Il riferimento è ovviamente al contenzioso creatosi tra la ditta Gaspari e il Comune di Giulianova: la prima pretende 670mila euro di arretrati, mentre il secondo dice di aver pagato lo spettante e giudica la ditta inadempiente per quanto riguarda il servizio di pre e post-scuola. Ciafardoni si era opposta già cinque anni fa all’esternalizzazione del servizio. «Oltre cinque anni a ricordare», commenta il consigliere di opposizione, «che il servizio di trasporto scolastico nel Comune di Giulianova si era sempre contraddistinto negli anni per serietà, professionalità, efficienza ma soprattutto disponibilità da parte di tutti gli operatori». Dal 2011, Ciafardoni ha raccolto lamentele e contestazioni da parte delle utenze e ha sempre giudicato il servizio non conveniente. Infatti, alla fine, si è sentita ammettere che la somma spesa ricalcava quella precedente. «Oltre cinque anni di lamentele mosse da genitori ed operatori», continua Ciafardoni, «sugli orari adottati dagli scuolabus: ricordiamo che, giustificandosi con la mancanza di mezzi la ditta riaccompagnava i bambini delle scuole elementari a casa alle 13.30 (uscita 12.45) e in alcune scuole dell’infanzia prendeva i piccoli alle 16.45 ben sapendo che le attività didattiche finivano alle 16.30 orario in cui le insegnanti andavano via, presentandosi in altre un’ora prima della chiusura. Rispetto al passato per tutte le attività extrascolastiche venivano richiesti pagamenti oltre quanto previsto dal capitolato ed anche direttamente alle scuole. Non dimentichiamo la situazione dei lavoratori e la necessità di continui interventi per salvaguardare i loro diritti». Laura Ciafardoni chiede dunque di ripristinare il servizio internamente. (m.t.)
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