Ciarrocchi, annullati gli arresti ma è sospeso dalla professione

Il tribunale del Riesame accoglie il ricorso della difesa e applica la misura dell’interdizione Il medico è stato accusato da una ragazza di abusi avvenuti durante una visita nel suo ambulatorio
TERAMO. Il ginecologo teramano Francesco Ciarrocchi torna libero dopo due settimane di arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale scattata dopo la denuncia di una ragazza. Così ha stabilito il tribunale del Riesame che ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare stabilendo per il medico la misura dell’interdizione dalla professione. I giudici aquilani (collegio presieduto da Alessandra Ilari) hanno accolto il ricorso presentato di legali del professionista, gli avvocati Guglielmo Marconi e Tommaso Navarra. Tra 45 giorni saranno rese note le motivazioni del provvedimento.
Ciarrocchi, già sospeso dalla Asl nella sua veste di digente medico dell’azienda sanitaria teramana, non potrà esercitare la professione privatamente. Il ricorso al Riesame ha fatto seguito all’interrogatorio di garanzia che si è svolto dieci giorni fa e nel corso del quale Ciarrocchi ha respinto le accuse sostenendo di aver fatto «solo il medico». Il ginecologo ha risposto a tutte le contestazioni entrando nel merito e respingendole con forza. Sulla telefonata intercorsa tra lui e la ragazza, agli atti del fascicolo, ha parlato di «fraintendimento» mentre ha escluso categoricamente l’invito a vedere un film porno così come denunciato dalla giovane.
Al termine dell’udienza davanti al gip Roberto Veneziano la difesa non aveva presentato richieste di attenuazione della misura. Nel voluminoso provvedimento con cui il gip Veneziano ha disposto gli arresti domiciliari per Ciarrocchi è una minuziosa ricostruzione dei fatti a scandire l’ accusa di violenza sessuale. Nelle 55 pagine si fa riferimento alla registrazione di una telefonata tra lui e la ragazza che lo accusa di abusi sessuali. Una chiamata fatta dalla giovane al professionista con, sostiene l’accusa del pm Francesca Zani, riferimenti precisi all’episodio sia nelle parole di lei sia nelle parole del medico. Una ricostruzione che prima la Procura e poi il giudice ritengono di fondamentale importanza. Così come, sia nella fase delle indagini preliminari e sia nelle pagine dell’ordinanza, l’attendibilità della persona offesa. Ad accusare il ginecologo è una ragazza che con lui ha avuto un rapporto professionale. Nel settembre dello scorso anno la donna (assistita dall’avvocato Monica Passamonti) ha presentato una denuncia contro il medico per degli abusi sessuali che sarebbero avvenuti nel corso di una visita ginecologica svolta nell’ambulatorio privato di Ciarrocchi. Una querela dettagliata nel corso della quale la giovane ha raccontato come il professionista, nel momento degli abusi, le avesse proposto di vedere un film porno sul telefono cellulare. Episodio, quest’ultimo, a cui si farebbe riferimento anche nella telefonata.
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