Ciarrocchi si difende in aula «Io non sapevo niente»

5 Maggio 2015

TERAMO. Entra nel vivo il processo per il centro di fecondazione assistita dell'Asl che, per l'accusa, sarebbe stato aperto senza la necessaria autorizzazione. Imputati l'ex direttore generale della...

TERAMO. Entra nel vivo il processo per il centro di fecondazione assistita dell'Asl che, per l'accusa, sarebbe stato aperto senza la necessaria autorizzazione. Imputati l'ex direttore generale della Asl teramana Giustino Varrassi, l’ex direttore sanitario Camillo Antelli, il direttore di alcuni presidi ospedalieri Gabriella Palmeri, il direttore del dipartimento materno infantile Goffredo Magnanimi e l’ex responsabile dell'unità operativa semplice dipartimentale di fisiopatologia della riproduzione Francesco Ciarrocchi. Ciarrocchi ieri mattina si è sottoposto all’esame e davanti al giudice Enrico Pompei ha detto: «Nel momento in cui sono venuto a conoscenza di quello che stava avvenendo dopo l’intervento del Nas ho scritto una lettera alla direzione e mi sono fermato con le attività di procreazione assistita che ho sospeso. Io non sapevo nulla del fatto che il centro non fosse autorizzato. Ho vinto un concorso pubblico bandito dalla Asl e mi è stato dato l’incarico di organizzare questo reparto. Voglio ribadire che io sono un medico, non ho fatto nessun atto che non sia stato firmato da tutti gli aventi doveri». Nel corso dell’udienza alcuni difensori hanno presentato una eccezione per chiedere la sospensione del processo, ma è stata respinta. Si torna in aula l’8 giugno con tutti i testi della difesa. La procura, in particolare, contesta che, «senza la predetta autorizzazione dal 1 novembre 2011 al 31 marzo 2012, venivano erogate 738 prestazioni». Sul caso del centro di fecondazione si è espressa anche la Cassazione che ha annullato con rinvio il provvedimento con cui il tribunale del Riesame aveva dissequestrato il centro. «Gli indagati», si legge nel decreto di citazione diretta firmata dai pm Irene Scordamaglia e Davide Rosati, «attivavano un ambulatorio specialistico- centro per la fecondazione medicalmente assistita, senza che la struttura fosse in possesso della prescritta autorizzazione, di cui alle richiamate norme e della legge 40, delle deliberazioni della giunta della regione Abruzzo numero 591 e del commissario ad acta numero 36».(d.p.)

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