Ciclista ucciso, è caccia ai pirati Dai video tracce degli assassini

Dopo la tragedia di Villa Rosa nessuno si è costituito: i carabinieri esaminano i filmati delle telecamere Ci sarebbero dei fotogrammi utili a individuare le due auto. Ma per ora non si leggono le targhe
MARTINSICURO. Almeno una certezza c’è, ed è che se i due guidatori pirata verranno rintracciati, finiranno dietro le sbarre. Se si fossero costituiti ieri mattina, entro 24 ore dal tragico schianto di sabato, legge alla mano avrebbero potuto evitare l’arresto. Ma nessuno si è presentato dai carabinieri della compagnia di Alba Adriatica, che conducono le indagini, né in alcun’altra caserma. Il comportamento post-incidente dei due pirati della strada conferma le impressioni scaturite dall’assurda dinamica dell’incidente che è costato la vita al 60enne invalido civile Carino Strozzieri: si tratta di personaggi criminali, e diversamente non si può definire chi alle 6 di mattina ingaggia una gara di velocità tra auto (per di più, a quanto pare, di grossa cilindrata) lungo la strada principale di una cittadina come Villa Rosa. Un gioco folle, una sfida al buon senso prima ancora che alla legge, che è costata la vita a un incolpevole ciclista. Falciato a più di 100 all’ora, e fatto a pezzi sul ciglio di via Roma, solo perché era lì nel momento sbagliato.
LE INDAGINI. Alcuni pezzi dell’auto investitrice – parte di un fanale e un paraurti – sono rimasti sul posto. Servirebbero a stabilire che la vettura in questione è una Bmw nera. E qualche testimone che si è reso conto che quelle due macchine si stavano sfidando in una gara c’è. Ma non basta per prendere i pirati assassini. E allora i carabinieri si sono fatti consegnare i filmati delle telecamere di sorveglianza pubbliche e private presenti lungo via Roma. Al momento si sa che alcuni fotogrammi utili a individuare le due auto in corsa ci sono. Il problema è che dalle immagini acquisite non si leggono le targhe. I carabinieri stanno lavorando sia per vagliare altri filmati, sia per potenziare la risoluzione delle immagini che hanno a disposizione. Senza numeri e lettere di almeno una delle due targhe l’inchiesta si farà difficile. Anche perché appare chiaro come i due guidatori sappiano bene la gravità di quello che hanno combinato. I carabinieri sabato hanno fatto il giro delle autocarrozzerie della provincia e di quelle del territorio ascolano al confine con Martinsicuro, ma nessuno si era presentato con un’auto che presentasse danni compatibili con lo schianto di Villa Rosa. È chiaro che lo avrebbe fatto solo un ingenuo, ma è la conferma che non si ha a che fare con sprovveduti. È molto probabile che i due si siano allontanati dal territorio con le rispettive auto, o che le abbiano nascoste nel chiuso di qualche rimessa. Val la pena sottolineare che, legge sull’omicidio stradale alla mano, almeno all’investitore potrebbe toccare una pena tra i 12 e i 14 anni.
LE PROTESTE E L’ADDIO. La tragedia di sabato mattina ha fatto tornare d’attualità il vecchio problema della pericolosità di via Roma, l’ex tracciato della statale 16 che taglia in due l’abitato sia di Martinsicuro che di Villa Rosa. Una strada fatta di lunghi rettilinei e rari curvoni, che invoglia a pigiare sull’acceleratore. Il problema velocità è particolarmente sentito nel tratto più vicino al confine con Alba, mentre nel cuore di Villa Rosa (dov’è accaduta l’ultima tragedia) si soffre la mancanza di una pista ciclabile. I parcheggi su un lato della strada restringono la carreggiata e per i cosiddetti “utenti deboli” della strada sono guai. Una residente di Villa Rosa, che sabato mattina si è affacciata udendo lo schianto e ha visto la terribile scena del corpo dilaniato di Strozzieri, dice al Centro: «Nel tratto abitato di via Roma servono dei dossi che rallentino la velocità, o accadranno altre tragedie». Intanto oggi alle 15, nella chiesa madre di Controguerra (il paese in cui era nato), si svolgeranno i funerali di Carino Strozzieri, per tutti Tonino. La sua tragica fine fa il paio con quella del padre, che morì colpito da un fulmine alla presenza di Carino, che riportò gravi lesioni per le quali venne dichiarato invalido civile. Il 60enne arrotondava la pensione facendo lavoretti soprattutto di giardinaggio e sabato si era svegliato di buon’ora proprio per andare a lavorare, come sempre in sella alla sua bicicletta.
GLI ALTRI INCIDENTI. Il sabato nero della Val Vibrata ha visto altri due gravi incidenti, uno stradale ad Alba (un ragazzo del posto di 19 anni si è schiantato con lo scooter contro un’auto) e uno sul lavoro a Corropoli (un piccolo imprenditore di 38 anni, di Martinsicuro, è stato sbalzato dal muletto su cui stava lavorando in una fabbrica). Ebbene, dal reparto di rianimazione dell’ospedale Mazzini di Teramo – dove sono stati entrambi ricoverati – giungono notizie confortanti solo per il 19enne L.C., che è migliorato ed è stato trasferito in neurochirurgia. Il 38enne D.D., invece, resta in pericolo di vita. Per lui saranno decisive le prossime ore.(dv-adp-sds)
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