Ciclista ucciso da un’auto pirata Esplode la polemica su facebook tra automobilisti e cicloamatori

10 Luglio 2014

Il coordinamento ciclabili abruzzo teramano esprime il suo cordoglio per la morte di Renzo Lanci e risponde alle accuse lanciate dagli automobilisti sui socialnetwork

TERAMO. Il Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano (CCiclAT) esprime il proprio cordoglio ai familiari di Renzo Lanci, 46 anni , agente di polizia penitenziaria di Teramo investito ieri da un auto pirata mentre pedalava sulla SS17, nei pressi di Floriano di Campli. In seguito all'impatto ha riportato gravissime ferite che ne hanno poi causato la morte. Il guidatore dell'auto è fuggito, senza prestare soccorso. Contemporaneamente i ciclisti denunciano alcune prese di posizioni contro gli amanti della biciletta comparse sui social network: “Vogliamo sottolineare come davanti ad un evento drammatico, che coinvolge esseri umani ed i loro affetti, qualche imbecille non abbia trovato niente di meglio da fare che inneggiare, sulla pagina facebook che commentava la tragedia, alla strage di ciclisti, colpevoli, secondo queste menti malate, di intralciare il traffico e provocare incidenti".

Pubblicazione di Il Centro - Quotidiano d'Abruzzo.

"Da sempre - continua il CCiclAT - chiediamo il rispetto delle regole del codice della strada e del buon senso, sia da parte dei ciclisti, che degli altri utenti della strada"

"Ma una grande responsabilità - conclude il Coordinamento - ce l'hanno anche le istituzioni: strade colabrodo, controlli inefficaci se non inesistenti, nessuna infrastruttura per pedoni e ciclisti, limiti di velocità obsoleti. In altri paesi europei, hanno da anni promosso politiche di moderazione del traffico e l'uso alternativo di mezzi pubblici e biciclette in ambito urbano ed extraurbano. Il sangue di tanti innocenti dovrebbe muovere le coscienze dei nostri amministratori, a tutti i livelli, perchè la mancanza di fondi non può giustificare la mancanza di sicurezza dei cittadini".

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