Ciclocross, Dell’Orso trionfa al Di Fabio

Atri, netto il successo dell’atleta sul percorso inedito di Rurabilandia. Tra le donne primeggia Risca
ATRI. Le inclementi condizioni atmosferiche non hanno scalfito il successo del trofeo Toyota Sirio andato in scena a Casoli di Atri, nello scenario inedito di Rurabilandia, a cura del team Go Fast Event, con la collaborazione del Team Go Fast e l’egida della Uisp.
L’evento ha aperto il trittico Go Fast Cross Cup che ingloba un’altra prova a Casalbordino il 3 dicembre e l’ultima sempre a Casoli di Atri, all’interno della fattoria sociale Rurabilandia, il 18 dicembre.
A causa dell’incessante pioggia, la selezione è stata assai dura. La gara ha visto il netto trionfo di Alessandro Dell’Orso (Team Iachini Cycling) che si è messo alle spalle Marco Di Lorenzo (Bombike Team) e Luca Pizzi (Maniga Paracycling Team). Primati di categoria per Ana Maria Risca (New Mario Pupilli-master donna), Enzo Giardino Di Lollo (Ironbikers-M5), Guido Fattore (New Mario Pupilli-M6), Giovanni Di Domenica (Pro Life Racing Team- M7) e Giuseppe Cinalli (Team Naturabruzzo- M8).
La gara era intitolata alla memoria di Bruno Di Fabio, il fotografo del ciclismo abruzzese venuto a mancare il 31 luglio scorso, in presenza dei figli Oscar e Valentino che hanno consegnato a Dell’Orso un premio speciale per la vittoria assoluta.
«Abbiamo dovuto variare il percorso perché c’erano alcuni tratti impraticabili accorciandolo di circa 400 metri», ha dettoDaniele Capone, presidente del Team Go Fast Event. «Ringraziamo gli atleti che sono venuti a correre e la loro presenza ci hanno ripagato dei nostri sforzi. Abbiamo voluto questa manifestazione in memoria di un amico speciale come Bruno Di Fabio. Siamo orfani di uno zio, come lo chiamavamo tutti, con una grande esperienza di vita non soltanto nel ciclismo e la sua infinita passione per la fotografia».
«Ho avuto l’onore e l’onere di supportare Capone nel dietro le quinte», ha aggiunto Andrea Di Giuseppe, presidente del Team Go Fast. «Questa manifestazione è un atto dovuto per Di Fabio e la sua famiglia. Dobbiamo dire grazie a Daniele Capone e a Bruno Fantini che si sono presi l’onere di preparare il percorso per ben due volte a causa delle mutevoli condizioni metereologiche».
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