Cimiteri, appalto per 300 loculi: «Così tamponiamo l’emergenza»

D’Alberto annuncia lavori in tempi brevi: «Nelle frazioni siamo ancora all’anno zero, serve una svolta» Il sindaco incarica la Team per il piano industriale, ripartirà il progetto bloccato del forno crematorio
TERAMO. Le criticità, gli interventi fatti, i progetti per il futuro. Nei giorni dedicati alla commemorazione dei defunti, il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto fa il punto sulla condizione dei cimiteri mettendo in fila i problemi ma anche i passi che si stanno iniziando a compiere per «cambiare rotta dopo anni di abbandono», dice il primo cittadino. Ieri mattina D’Alberto insieme al suo vice Giovanni Cavallari, all’assessore Maurizio Verna, al consigliere comunale Lanfranco Lancione e al presidente della Team Sergio Saccomandi, ha visitato diversi cimiteri frazionali trovando conferme alle criticità note all’amministrazione e rilevando come gli interventi in via d’urgenza messi in campo negli ultimi mesi abbiano già apportato attesi miglioramenti. Ma, dice il sindaco, è solo l’inizio di un percorso appena iniziato grazie alla nuova Team in house.
EMERGENZA LOCULI
Sono 15 i cimiteri frazionali, quasi tutti necessitano di interventi incisivi che ne ripristinino sicurezza e decoro. In alcuni, come ad esempio a San Nicolò dove dopo anni sono stati ripristinati i servizi igienici, sono stati eseguiti i primi lavori d’emergenza, ma tanto c'è da fare. Fra le situazioni più critiche c’è il cimitero di Miano, ma anche Sant’Atto che da lungo tempo attende un ampliamento. Ovunque i problemi da risolvere spaziano dalla carenza di loculi all’inagibilità delle chiesette fino alla manutenzione ordinaria. Un’emergenza alla quale l’amministrazione risponde con un intervento tampone: 300 nuovi loculi a stretto giro andranno a sanare questa sofferenza. Il progetto esecutivo è in fase di validazione e presto i lavori andranno a bando: «Si tratta di un primo blocco al quale seguirà un secondo step, con loculi sempre destinati alle frazioni», spiega D’Alberto, ricordando come «nel 2006 furono previsti 700 nuovi loculi, ma solo una minima parte fu realizzata. Negli anni Team e Comune non hanno gestito a dovere queste attività e oggi paghiamo una carenza atavica che stiamo aggredendo con decisione. Lo dimostra anche lo sblocco della situazione del cimitero di Sant’Atto: per anni oggetto solo di campagna elettorale e promesse vuote, siamo riusciti a espropriare i terreni e ad avviare il progetto di ampliamento che porterà altri 90 loculi».
TRATTATIVE CON LA CURIA
Quasi tutte le chiese che si trovano nei cimiteri frazionali sono chiuse perché inagibili. Molte per i terremoti, alcune per il peso degli anni. Un aspetto che l’amministrazione sta prendendo in mano e vuol risolvere, aprendo un tavolo di lavoro con la Curia. È in corso da parte della nuova Team, su mandato del Comune, una ricognizione per capire lo stato di quegli edifici e la titolarità di ognuno al fine di «trovare un percorso condiviso con la Curia che possa garantire la sicurezza e la riapertura delle chiese dei cimiteri. La loro chiusura incide sulla dignità di questi luoghi sacri», spiega il sindaco.
IL PIANO INDUSTRIALE
Il sistema dei servizi cimiteriali è complesso e include molti aspetti gestionali e manutentivi. Per D’Alberto occorre pianificare e programmare lavorando «in modo diverso da quanto fatto in passato: al Cda Team ho dato mandato per realizzare un piano industriale per i cimiteri che dia una risposta organica al territorio. Va detto con chiarezza: sui cimiteri siamo all’anno zero, bisogna cambiare passo. La nuova Team saprà farlo. La vecchia gestione, priva di controllo sotto il profilo economico e manutentivo, è stata fallimentare per i cimiteri. Questi servizi sono altamente sostenibili, eppure abbiamo ereditato una situazione di abbandono, degrado e perdite economiche». E così conclude: «Ci aspetta una grande sfida». Nel piano industriale della Team verrà ripreso anche il progetto dell’impianto di cremazione: messo in cantiere già nel 2009, non è mai giunto a concretezza. Tornerà in auge con lo studio di fattibilità che sarà ripreso, rivisto e aggiornato ai tempi mutati.
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