Cimiteri inagibili, servirebbero 11,5 milioni e ci sono zero euro

D’Alberto denuncia lo stallo e ammette: «La situazione è delicata anche per la carenza di loculi» L’ampliamento di Cartecchio è previsto entro il 2021, sbloccato l’iter per il forno crematorio
TERAMO. «Non siamo qui per fare passerella, la faccia ce la mettiamo anche quando le cose non vanno». Tra i padiglioni inagibili di Cartecchio il sindaco Gianguido D’Alberto traccia un bilancio allarmante dello stato dei cimiteri. Ricostruzione bloccata dalla mancanza di fondi e loculi quasi esauriti descrivono una «criticità oggettiva» che il primo cittadino non intende minimizzare. «Siamo stati dappertutto negli ultimi due giorni», incalza, «non per scattare qualche foto, non siamo abituati a fare politica così, ma per renderci conto dei problemi». Ad accompagnarlo nella tappa conclusiva del giro per cimiteri ci sono il presidente della Team Luca Ranalli e gli assessori Stefania Di Padova e Valdo Di Bonaventura per un’analisi non molto diversa da quella di un anno fa. «La situazione resta delicata e complessa», sottolinea D’Alberto che, oltre ai danni provocati dal sisma, annovera tra le cause di questo stato di cose scelte politiche secondo lui infelici della passata amministrazione.
NIENTE SOLDI. Innanzitutto, però, mancano risorse per affrontare l’emergenza cimiteri. «Non c’è un solo euro stanziato per la ricostruzione», premette il sindaco che ricorda le stime dei costi per la riparazione dei danni nelle aree cimiteriali: 10 milioni di euro solo per Cartecchio, a cui aggiungerne 1,5 per quelle frazionali. Impossibile, dunque, pianificare qualunque intervento di ripristino vero e proprio. La Team, a cui è affidata la manutenzione ordinaria dei cimiteri, revisionerà la messa in sicurezza degli spazi per riorganizzarne al meglio possibile l’accessibilità da parte dei visitatori. «Entro fine anno presenteremo un piano all’amministrazione», conferma Ranalli, «che valuterà gli interventi realizzabili». L’auspicio è che per questi lavori i canali di finanziamento pubblico siano più celeri, ma resta fermo l’intento di rendere accessibili con cadenze regolari le strutture inagibili sebbene non del tutto compromesse. Si tratterà, insomma, di estendere la possibilità concessa in questo fine settimana ai familiari dei defunti che sono ospitati in padiglioni tutt’ora chiusi. «È stato compiuto uno sforzo enorme per garantire gli ingressi controllati», tiene a precisare il sindaco, «non era scontato né dovuto, ma impedire le visite è l’offesa più grande ai cittadini».
TUTTO ESAURITO. Alle criticità innescate dal sisma si somma quella non meno preoccupante della carenza di spazi. «I cimiteri frazionali che hanno più residui sono Caprafico, Forcella e Rapino, con quattro loculi liberi ciascuno», fa sapere D’Alberto. Nella maggior parte degli altri la disponibilità di loculi è nulla, come a San Nicolò, o ridotta al lumicino. Non va meglio a Cartecchio, dove restano meno di 200 loculi occupabili. In questo caso però ci sono prospettive incoraggianti legate al bando per l’ampliamento degli spazi. «Consentirà di realizzare ottomila nuovi loculi, oltre a cappelle e altre strutture», spiega Ranalli, «e sarà completato entro il 2021».
I PROGETTI. Per quell’anno è fissata la scadenza dell’affidamento alla Team dei servizi cimiteriali e nel mirino della società resta la realizzazione del forno crematorio. «Da qui a fine mese si terrà la conferenza dei servizi che concluderà la procedura», annuncia il sindaco, «abbiamo sbloccato una situazione che doveva essere già definita nel 2009». Per il sindaco ha inciso sulla condizione critica dei cimiteri anche lo stallo in cui si trova tutt’ora la Team, con l’affidamento della quota privata non ancora formalizzato, e la decisione di inserire la gestione delle aree cimiteriali nella gara a doppio oggetto andata deserta. Sarà affrontata anche la questione del parcheggio sterrato davanti al cimitero, in pessime condizioni soprattutto quando piove. «Valuteremo con la Asl, proprietaria del terreno», fa sapere Di Bonaventura, «i necessari interventi per il suo adeguamento».
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