Cimitero, arrivano 885mila euro per la ricostruzione

3 Novembre 2020

D’Alberto e Cavallari annunciano i lavori: «Tra un anno non si entrerà più accompagnati dalla Protezione civile» 

TERAMO. Tra visite assistite ai padiglioni inagibili con l'ausilio della Protezione civile, mascherine, soluzioni igienizzanti e percorsi separati per l'ingresso e l'uscita dai cimiteri nel rispetto delle normative anti-Covid, il 2 novembre 2020 ha segnato uno spartiacque. Perché, ha assicurato il sindaco Gianguido D'Alberto, questo «sarà l'ultimo anno che ci sarà l'accesso assistito al cimitero urbano di Cartecchio. Dal prossimo anno non si entrerà più con i caschetti e accompagnati dalla Protezione civile». Sul tavolo, infatti, c'è il progetto di ripristino totale del cimitero monumentale, finanziato dalla struttura commissariale post-sisma con 885mila euro che saranno anticipati al Comune dalla Protezione civile e che serviranno alla ricostruzione dei padiglioni inagibili e alla sistemazione in sicurezza dell'intera struttura. «Fin dal primo incontro con Legnini e Borrelli abbiamo rappresentato la situazione del Comune di Teramo e di altri Comuni», ha spiegato il primo cittadino, «dove non ci sono fondi stanziati per la ricostruzione dei cimiteri e abbiamo lavorato affinché si intervenisse sulla questione d'intesa con il commissario e con la Protezione civile. La messa in sicurezza fatta all'indomani del sisma è stata minimale e interdittiva, oggi interverremo per il ripristino totale del cimitero monumentale». Nei giorni scorsi, infatti, è arrivata la conferma del finanziamento di 885mila euro per la struttura di Cartecchio e tra qualche mese il Comune potrà avviare le operazioni per la gara per l'affidamento dei lavori. Tra le ipotesi in campo c’è anche quella di affidare il progetto direttamente alla Team. «Grazie all'interlocuzione costante con il commissario e la Protezione civile», ha spiegato l'assessore Giovanni Cavallari, «siamo riusciti ad avviare una procedura che se non è la prima è certamente la seconda in Italia di questo tipo. Siamo infatti riusciti ad avere una progettazione che ha certificato il valore del passaggio diretto alla ricostruzione ex novo dei padiglioni inagibili, evitando di appesantire le casse dello Stato con i due passaggi successivi della messa in sicurezza prima e del ripristino totale dopo».
Come ogni anno, anche se in forma ridotta, c'è stata la cerimonia di deposizione dei fiori da parte del primo cittadino al monumento ai caduti di tutte le guerre. «Se siamo ancora qui oggi è perché dobbiamo fare tanto bene», ha detto il vescovo Lorenzo Leuzzi, «la pandemia ha rivelato il mistero della morte, ma condividere un momento di comunione con i nostri fratelli defunti è l’occasione per riscoprire il vero senso della vita. Esperienze come queste ci devono spingere a riflettere sul perché viviamo. Viviamo per fare del bene, dobbiamo vivere per donare».
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