«Cineteatro, nuovo pasticcio della giunta»

D’Alberto (Pd) all’attacco: la gara è partita troppo tardi, è stato fatto tutto di corsa e c’è stato l’errore
TERAMO. «L'ennesimo pasticcio». Il capogruppo del Pd in Comune Gianguido D'Alberto definisce così la vicenda relativa all'affidamento in gestione del cineteatro Comunale. L'amministrazione cittadina, secondo lui, ancora una volta «ha dato prova d'incapacità» ingarbugliando una situazione già di per sé complessa.
«La gestione del cineteatro viene da anni di polemiche, ritardi, proroghe e gare andate deserte», ricorda il consigliere democratico, «questa volta c'erano le condizioni per fare bene e invece non è stato così». Un errore formale contenuto nell'offerta della società che si era aggiudicata l'appalto ha costretto il Comune a ingranare la retromarcia. L'appalto è stato annullato e l'incarico verrà riaffidato alla stessa ditta ricorrendo a una trattativa privata.
Secondo l'amministrazione si tratta di una procedura ammessa dalla legge, ma D'Alberto vuole vederci chiaro. «E' necessaria la massima trasparenza e il pieno rispetto delle regole», sottolinea, «perché tante società hanno manifestato l'interesse a trattare con il Comune per l'acquisizione della struttura». Il capogruppo del Pd sollecita chiarezza anche sul ruolo di giunta e uffici nella vicenda. «Vogliamo sapere chi ha deciso cosa e come si muoverà l'amministrazione», insiste, «se le risposte non ci convinceranno, convocheremo la commissione di garanzia». Per D'Alberto non si possono scaricare tutte le colpe sugli uffici, ma vanno individuate anche le responsabilità politiche di una procedura in cui «fin dall'inizio abbiamo visto qualcosa che non andava».
Il bando, fa rilevare il consigliere, è stato pubblicato solo dieci giorni prima che scadesse l'ennesima proroga della convenzione da chiudere a giugno dell'anno scorso. «La gara è partita in ritardo, è stato fatto tutto di corsa e i risultati sono questi», osserva, «siamo arrivati a marzo e la questione non è ancora chiusa».
D'Alberto ricorda anche un'interrogazione da lui presentata a novembre, in prossimità dell'emissione del bando, che innescò uno scontro tra gli gli assessori coinvolti nella procedura Rudy Di Stefano e Francesca Lucantoni. «Non hanno detto una parola su questa vicenda che pure li riguarda direttamente, giocano a nascondino», insiste il consigliere, « interviene solo il sindaco che, come in altre circostanze, di fatto li ha commissariati». (g.d.m.)
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