Cinghiali, agricoltori sul piede di guerra

Affollata riunione alla camera di commercio: insufficienti i sistemi adottati finora per limitare i danni
TERAMO. Agricoltori e allevatori sul piede di guerra contro il mancato intervento delle istituzioni, a fronte di danni sempre più ingenti a raccolti, colture e animali causati dai cinghiali e non solo. Nel corso dell’incontro, che si è svolto ieri pomeriggio nella sede della Camera di commercio di Teramo, si sono levate veementi proteste da parte dei tanti intervenuti. L’incontro, intitolato “Allarme fauna selvatica: o l’agricoltura o i selvatici”, è stato organizzato dal Comitato imprenditori agricoli abruzzesi. Sul tavolo dei relatori erano presenti il presidente della Ciaa Stefano Verdecchia e il vicepresidente Aleandro Di Giandomenico, il veterinario Ugo Ciavattella, l’agronomo Nicola Bellone e l’avvocato Michela Meccariello per parlare della questione dal punto di vista agricolo, zootecnico ma anche legale. Nella sala gremita da più di 150 persone c’erano tanti imprenditori agricoli e allevatori arrabbiati, cacciatori e qualche sindaco. Dopo la telefonata in viva voce ad un’esperta dell'Ispra, i toni si sono accesi. In tanti hanno espresso la propria insoddisfazione per le risposte fornite dall’intervistata nel motivare la scelta di non condurre alcuna attività venatoria in provincia di Teramo al di là della normale apertura della stagione di caccia.
Oltre a lamentare l’assenza di rappresentati delle istituzioni all’incontro, come soluzione molti presenti hanno chiesto di anticipare e prolungare di qualche mese la normale attività venatoria, permettendo a tutti i cacciatori di intervenire per ridurre la fauna selvatica responsabile dei danneggiamenti e risolvere il problema alla radice. Gli stessi imprenditori agricoli hanno ribadito con forza che le recinzioni proposte come soluzione ai danni fatti dai cinghiali sono inutili e dispendiose. Mentre c’è chi come Dino Rossi del Cospa Abruzzo, l'associazione a tutela degli allevatori, sta pianificando una manifestazione di protesta alla Regione, altri del Ciaa propongono di collaborare insieme per giungere a una soluzione concreta. A tal riguardo è intervenuto il vicesindaco di Teramo Mirella Marchese, che si adopererà per organizzare un incontro con l’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe e aprire le trattative con i rappresentati di tutte le categorie.
Chiara Di Giovannantonio
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