Cinque Comuni cercano fondi per recuperare villaggi rurali

31 Maggio 2017

VAL VIBRATA. Nereto, Ancarano, Torano Nuovo, Sant’Omero e Civitella del Tronto insieme per il Programma di sviluppo rurale 2014-2020 rivolto a “servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone...

VAL VIBRATA. Nereto, Ancarano, Torano Nuovo, Sant’Omero e Civitella del Tronto insieme per il Programma di sviluppo rurale 2014-2020 rivolto a “servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone rurali” e denominato “+welfare+cultura”. I cinque Comuni dell’entroterra vibratiano hanno aderito unitariamente al bando della Regione che prevede investimenti per miglioramento, introduzione ed espansione dei servizi di base a livello locale per la popolazione rurale, comprese le attività ricreative e culturali.
L’opportunità del bando guarda alla creazione di servizi innovativi inerenti la realizzazione di impianti pubblici destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili che utilizzino risorse naturali presenti nelle zone rurali, interventi su fabbricati già esistenti finalizzati alla creazione del benessere sociale e psicofisico, nonchè la crescita culturale della collettività in modo da rendere il territorio attraente per la popolazione ed i turisti senza trascurare il potenziamento dei servizi di base locali. La somma messa a disposizione dalla Regione supera il milione e 600mila euro, che i cinque Comuni vibratiani (con Nereto capofila) vogliono ottenere a fondo perduto. Le singole giunte municipali hanno già aderito al progetto facendo corpo unico con Nereto al quale compete ora la gestione burocratica dell’iter con la Regione. Ogni Comune ha redatto il proprio piano di spesa individuando le strutture oggetto di recupero da destinare a servizi sociali, culturali, sportivi e ricreativi. Dunque, con lo stanziamento del bando, una volta aggiudicato ed assegnato (i Comuni non potranno utilizzare diversamente i fondi e devono dare attuazione al progetto con un vincolo di un lustro), gli enti locali potranno recuperare immobili rurali da destinare tanto alla prima infanzia quanto ai disabili, passando per la terza età fino alla promozione di attività culturali, sportive e ricreative proprio nelle zone rurali lontane dai centri maggiormente serviti. Ora la palla passa alla Regione.
Alex De Palo
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