Cinque operai morti nel cantiere: superperizia sulla trave crollata

12 Marzo 2024

Nominato il consulente: è l’ingegnere di Genova chiamato per mettere in sicurezza le torri di Bologna Tra le vittime c’è il 59enne montoriese Coclite, il manufatto realizzato dalla Rdb Prefabbricati di Atri 

TERAMO. Due mesi per conoscere una prima verità sulla strage nel cantiere Esselunga di Firenze, quella con cinque operai morti a febbraio tra cui il 59enne originario di Montorio Luigi Coclite. È il tempo che la Procura fiorentina ha dato al consulente chiamato per fare chiarezza sulle cause: si tratta dell’ingegnere Stefano Podestà, docente dell’università di Genova, di recente nominato dal Comune di Bologna per mettere in sicurezza le torri cittadine.
Per ora si tratta di una consulenza affidata senza il contraddittorio delle parti: ovvero nessun incidente probatorio e quindi, per il momento, ancora nessun avviso di garanzia nell’inchiesta aperta per omicidio colposo plurimo e crollo colposo. Naturalmente, fanno intuire dalla Procura, qualora ci fosse la necessità di predisporre accertamenti irripetibili nell’ambito della consulenza saranno predisposti i primi avvisi di garanzia. Una consulenza che, è evidente, dovrà stabilire i motivi del crollo della maxi trave realizzata dalla Rdb Italprefabbricati di Atri. L’azienda abruzzese, colosso nella produzione di manufatti in cemento, ha fornito tutte le travi e ha subappaltato ad altre imprese i lavori per l’installazione dei manufatti in cemento, tra cui anche quello crollato. Dopo l’imponente acquisizione di atti fatti in queste settimane nelle oltre 60 aziende che, tra appalti e subappalti, sono coinvolte nella costruzione del mega edificio, alcuni tecnici responsabili dei lavori nel cantiere sono stati sentiti dalla polizia giudiziaria come persone informate sui fatti. Tra questi ci sono quelli della progettazione, della direzione delle opere strutturali e della Rdb Italprefabbricati che nel giorno del crollo erano nel cantiere. Le indagini di investigatori e inquirenti sembrano concentrarsi proprio sul fissaggio e sulla realizzazione del manufatto la cui installazione è stata subappaltata dalla società di Atri a un’altra ditta emiliana che sostiene di averla fissata e ancorata già prima di Natale.
Resta ancora tutta da ricostruire la dinamica della nuova tragedia sul lavoro: dalle prime testimonianze raccolte nel corso dei primi interrogatori in Procura sembra che ci fossero degli operai impegnati a sistemare la trave nella mensola, al quarto piano della struttura, quando improvvisamente la trave avrebbe ceduto sotto il peso di una colata di cemento causando crolli a cascata del pilone e dei solai di altri piani. Le travi sono dei prodotti che arrivano nel cantiere già finite: è ipotizzabile che tra i quesiti indicati nella consulenza anche ci sia anche quello per conoscere il materiale utilizzato per realizzare questi manufatti come si intuisce dall’acquisizione delle schede tecniche del manufatto realizzato nella sede di Piacenza della Rdb. Un altro aspetto dell’inchiesta è quello che riguarda l’accertamento sulle modalità di assunzione degli operai alle dipendenze delle numerose imprese edili impegnate nel cantiere fiorentino.
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