Cirsu, 4 sindaci contro Di Bonaventura: «No ai privati»

GIULIANOVA. I sindaci di Giulianova, Roseto, Morro e Mosciano si schierano contro il collega Diego Di Bonaventura, primo cittadino di Notaresco, accusato di voler fare gli interessi dei privati...
GIULIANOVA. I sindaci di Giulianova, Roseto, Morro e Mosciano si schierano contro il collega Diego Di Bonaventura, primo cittadino di Notaresco, accusato di voler fare gli interessi dei privati invece di difendere il polo pubblico del Cirsu. «Le affermazioni concernenti il futuro del polo impiantistico di Grasciano», si legge nella nota, «contrastano con l’obbligo di salvaguardia del patrimonio pubblico che ogni sindaco o pubblico ufficiale dovrebbe esercitare, risultato a cui gli altri comuni soci di Cirsu e gli uffici regionali stanno lavorando». Di Bonaventura aveva proposto di interagire con un gruppo di imprenditori locali, pronti a costruire un polo per la gestione dell’organico. Il sindaco di Notaresco aveva inoltre ribadito la fine dell’epoca Cirsu, consorzio dichiarato fallito a settembre 2015. «Sfugge al collega», continuano i sindaci, «che non è dato a soggetti istituzionali sponsorizzare iniziative private, legittimamente a carattere imprenditoriale e quindi lucrativo, arrivando addirittura a pensare di farsi coinvolgere in maniera aprioristica. Il trattamento della frazione organica non è soggetto a regime di privativa ed è lasciato alle regole del mercato, consentendo la pianificazione impiantistica solo per gli impianti di proprietà pubblica. Inoltre la tempistica di adeguamento del Prgr dettata dalla Regione ha scadenze ben precise al fine di permettere un rapido adeguamento del piano stesso con la stesura del documento definitivo entro il mese di settembre. La valenza impiantistica principale del polo Cirsu è legata alla linea di trattamento dell’indifferenziato, vero baluardo per l’autosufficienza impiantistica della provincia di Teramo».(m.t.)

