Cirsu a rischio chiusura La parola alla Regione

GIULIANOVA. «Bisogna decidere quali attività si possono svolgere al Cirsu e quali no, io continuo ad occuparmi dei problemi dei miei cittadini, primo tra tutti quello ambientale». Le parole sono del...
GIULIANOVA. «Bisogna decidere quali attività si possono svolgere al Cirsu e quali no, io continuo ad occuparmi dei problemi dei miei cittadini, primo tra tutti quello ambientale». Le parole sono del sindaco di Notaresco Diego Di Bonaventura che proprio ieri, a qualche giorno dalla dichiarata volontà di chiudere la piattaforma in seguito alla relazione Arta, ha spiegato di aver ricevuto notizie rassicuranti dalla Regione. «Aspetterò due giorni», ha proseguito il sindaco, «per vedere quali provvedimenti metterà in atto la Regione, poi si metterà in atto un tavolo tecnico». Di Bonaventura, rassicurando anche i lavoratori che aspettano ormai da più di due anni di essere reintegrati, è però intenzionato ad andare fino in fondo alla questione per garantire la sicurezza sanitaria dei cittadini di Notaresco. Il sindaco ha anche fatto notare che il panorama che si presenta alla vista degli automobilisti dalla Teramo-mare non è certo un bello spettacolo. È necessario dunque decidere al più presto quale attività potrà essere svolta sulla piattaforma di Grasciano, altrimenti, ha sentenziato Di Bonaventura, «la partita torna a Notaresco e cambieremo pagina».
Del problema ambientale sollevato dalla relazione Arta, nella quale si fa riferimento a tipologie di rifiuti smaltiti non conformi, emissioni non controllate e fuoriuscita di percolato, si è discusso anche nel consiglio comunale di Mosciano Sant’Angelo, lunedì scorso. L’amministrazione, presentando il Dup, il documento unico di programmazione, ha annunciato di voler ridurre la propria presenza in alcune società come Ruzzo, il Centro carni Val Tordino e la Sic one, società fallita di cui il Comune di Mosciano deteneva il 2,65%. Per quanto riguarda la presenza dell’ente moscianese all’interno del Cirsu, invece, il gruppo Mosciano unita, composto da Marco Poltrone e Nadia Balducci, ha contestato il piano di risanamento, oltre alla relazione stilata dallo stesso ente denominato “Mosciano del bel vivere”. «Come si confronta la “Mosciano del bel vivere” con la relazione stilata dall’Arta?», ha commentato Nadia Balducci. Il gruppo ha quindi chiesto al sindaco Giuliano Galiffi di convocare una commissione consiliare sull’ambiente e di istituire una commissione medica che accerti che la situazione attuale al Cirsu non abbia ripercussioni negative sanitarie sui cittadini moscianesi.
«La Regione intervenga ad horas», ha invece intimato Riccardo Mercante, consigliere regionale del Movimento 5 stelle, che ha presentato un’altra interpellanza dopo quella del 2014, ed ha spiegato: «Le irregolarità segnalate nel corso di questi anni sono numerosissime. A questo si deve aggiungere la disastrosa situazione economica in cui versa il Cirsu che ha condotto alla sentenza di fallimento. Gli impianti di Grasciano hanno continuato ad operare con le stesse criticità nel silenzio della Regione. Nulla di nuovo, quindi, nei verbali dell’Arta, che, nei giorni scorsi, ha accertato una miriade di violazioni. Con il rischio, tra l’altro, che, con l’arrivo della stagione estiva si possano verificare, come accaduto in passato, incendi pericolosi per l’incolumità pubblica e la tutela dei luoghi».©RIPRODUZIONE RISERVATA

