Cirsu, avanti tutta nonostante le sentenze
Ruffini: non importa se la scissione societaria è stata bocciata, ora il consorzio va a gonfie vele
GIULIANOVA. Non sembra avere minimamente scalfito l'operato del Cirsu la decisione del tribunale dell'Aquila, che ha bocciato la scissione societaria operata nel 2014 dal consorzio per i rifiuti: il Cirsu si è subito gettato alle spalle tale provvedimento, in quanto ritenuta ormai superata la necessità di scissione tra Cirsu e Nuova Era, in virtù dell'incremento di operatività del polo tecnologico di Grasciano e del capitale della società. In pratica la divisione del consorzio in due soggetti distinti (i debiti in capo al Cirsu, gli utili alla "good company" Nuova Era) si sarebbe resa necessaria solo in un periodo difficile quale è stato quello dell'approvazione del piano industriale di salvataggio, approvato dal tribunale di Teramo in mezzo a mille difficoltà, tra le quali la richiesta di pagamento di debiti ammontanti a diversi milioni di euro. Ed è stato proprio per questo motivo, e cioè per l'incapacità di garantire i creditori del Cirsu (tra i quali il gruppo Deco), che i giudici aquilani hanno bloccato per due volte la scissione societaria del consorzio. Ma, nonostante tale bocciatura, il Cirsu va avanti per la propria strada perché, che avvenga o meno la scissione, ora il consorzio è in grado comunque di affrontare le proprie problematiche.
A spiegarlo è l'assessore comunale all'ambiente Fabio Ruffini, per il quale il Cirsu può tranquillamente fare a meno di pensare alla scissione bocciata. «L'attività del consorzio procede a gonfie vele, ormai la centralità del polo di Grasciano è riconosciuta sia a livello provinciale che regionale», dichiara Ruffini, «pertanto anche se la scissione societaria è stata bocciata il lavoro del Cirsu può procedere senza intoppi, dato che grazie all'operatività raggiunta dagli impianti è possibile anche fare a meno di ricorrere alla divisione del consorzio, provvedimento che era più che altro legato alla passata condizione del Cirsu e al piano di restauro». Insomma, ora gli impianti e la discarica di Grasciano lavorerebbero in maniera ottimale e la necessità di scindere il consorzio sarebbe solo acqua passata, tanto più che, con la valutazione delle attività svolte e da svolgere e del polo tecnologico, il Cirsu è riuscito quasi a raddoppiare la posta in attivo nel bilancio del 2014. Ruffini infine precisa come il Comune di Giulianova, a breve, tornerà a conferire anche i rifiuti organici a Grasciano, così come già fanno da tempo gli altri Comuni soci e altri centri abruzzesi.
Sandro Petrongolo
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